MARK MORRIS DANCE GROUP

MARK MORRIS DANCE GROUP

[tab name=”Programma”]

 

www.markmorrisdancegroup.org

Una delle poche, speciali occasioni di vedere in Italia il lavoro di uno fra i massimi coreografi americani di oggi, con due prime italiane. In particolare potremo vedere le coreografie più recenti, create fra 2008 e oggi; Words, addirittura, riceverà la prima mondiale a New York il prossimo 8 ottobre; e quindi è una prima italiana. – assieme ad A Wooden Tree, del 2012.
Il Ristori per voi è riuscito a cogliere questo tour mondiale della Compagnia, che tocca l’Europa e l’Estremo Oriente, con finale a Pechino.
Mark Morris (1956) fonda la sua Compagnia a New York nel 1980. I suoi lavori sono nel repertorio di Compagnie come il Royal Ballet di Londra, l’American Ballet Theatre, il San Francisco Ballet, il Pacific Northwest Ballet, il Boston Ballet, fra le altre.
Dopo le recite al Sadler’s Wells di Londra Clement Crisp, tra i massimi critici di danza, ha scritto: “Si gioisce per la felicità dei passi e delle frasi, e si gioisce di nuovo per la bravura e l’arte che li hanno resi così veri. Grande gloria ai danzatori. Massicci ringraziamenti a Mark Morris. Il mondo è un posto migliore.” (Financial Times, 1.12.2013).

 

IL PROGRAMMA
(dal programma di sala di Elisabetta Ceron)

Come il linguaggio coreografico di Morris ha radici in diversi stili, anche le scelte musicali (classica, country, gospel, musiche tradizionali ecc.) sono varie e parte integrante del processo creativo.

Lo dimostra già il primo titolo in scena che dà il nome al tour e richiama il brano musicale, Excursions for the Piano Op. 20 (IV,III,II,I), primo pezzo per solo piano pubblicato da Samuel Barber e qui danzato in ordine inverso. Creazione del giugno 2008, sei danzatori agiscono in/out rispetto allo spazio scenico composto di una zona perimetrale poco illuminata e di un’altra centrale, contrassegnata, in cui la divisione sembra suggerire una mappatura dell’America con aree ancora inesplorate. La danza  risponde ai diversi registri della musica, variazioni su temi americani, con azioni prevalentemente unisone fatte di attraversamenti, andature, cadute e rimbalzi, intrecci semplici che rimandano con immediatezza a modelli di danza popolare.

Un’ode all’eccentricità è  A Wooden Tree (prima italiana) del 2012, ironico e spiritoso, 14 canzoni registrate del cantautore scozzese Ivor Cutler. Un mix di brani di piccolo formato in cui la musica è ancora la scelta chiave: Morris concepisce una danza che risponde letteralmente al testo nonsense del poeta, una sorta di pantomima anche impertinente rifinita dal suo segno graffiante e genuino. Lo interpretano cinque donne e tre uomini in costumi tradizionali scozzesi, gonne a ruota, calzettoni e maglioni firmati da Elizabeth Kurtzman.

C’è molta attesa per Words  (prima italiana), presentato in prima mondiale l’8 ottobre scorso a New York, suite sui 10 poemi di Felix Mendelssohn, Romanze senza parole, in un arrangiamento per pianoforte e violino di Fredrich Herrmann, 25 minuti che offrono agli interpreti di penetrare diversi strati emotivi. A piedi scalzi, in pantaloncini, essi approcciano sequenze coreografiche apparentemente semplici, che compongono un vocabolario via via più ricco in cui la danza intercetta la partitura con figurazioni affascinanti date dall’utilizzo di piccoli sipari utili a introdurre le performance celate dietro ad essi o a sottrarre alla vista chi esce.

E’ del 2013 il duetto Jenn & Spencer sulla Suite per violino e pianoforte, di Henry Cowell il cui titolo deriva dagli stessi danzatori per cui è stato creato, Jenn Weddel e Spencer Ramirez. Qui, il tema della conflittualità della coppia guida Morris a esplorare una formula per lui inusitata, il passo a due, e fa sì che la sua poetica si addentri nella sfera intima raggiungendo intensi picchi di tensione sentimentale. Privo di costumi unisex (lei è  in abito lungo e lui in pantaloni e camicia) il brano evolve dalla camminata circolare d’inizio, leit-motiv del lavoro, marcata da un braccio insistentemente alzato come se ognuno fosse in procinto di percuotere l’altro. Un dialogo a fior di pelle, disputato occhi negli occhi, in cui i due si affrontano nel segno di un antagonismo graduale e costante che non cede né concede.

Chiude il programma la danza corale e vigorosa di Polka, tratta dal capolavoro del 1993, Gran Duo, realizzato per 14 interpreti sui quattro momenti musicali per violino e pianoforte firmati da Lou Harrison, comprendenti Prelude, Stampede  e  A Round. Una caleidoscopica celebrazione del movimento, dove il sapore primigenio della danza è esaltato da una gestualità viscerale che si scaglia al cielo, batte il suolo e il corpo. Un rito ancestrale declinato in cerchio da un ensemble che ha la forza di una tribù intera.

 

BIGLIETTI DA € 14 A 29

foto Polka © Ani Collier
[/tab]
[tab name=”Foto e video”]


 

[/tab]
[tab name=”Mark Morris”]

Mark Morris è stato salutato come il “il coreografo più prodigiosamente dotato dell’era post-Balanchine “(Time).
Dalla fondazione del MMDG nel 1980, Morris ha creato quasi 150 opere per la compagnia, molti delle quali sono considerate dei capolavori. E’ stato descritto come “un innovatore e un conservatore, un satirico e un romantico” (New Yorker), che “si colloca facilmente tra i primi cinque coreografi americani viventi… e ha già conquistato un posto importante nella storia della danza moderna” (Il Denver Post).

Oltre alle opere per la compagnia, Morris è molto richiesto come coreografo per il balletto. Le sue opere sono state commissionate ed eseguite da San Francisco Ballet, dal Pacific Northwest Ballet e dall’American Ballet Theatre, per citarne alcuni. Rinomato come coreografo intensamente musicale, Morris è inflessibile nella sua devozione alla musica.

E’ stato il primo coreografo a essere nominato direttore musicale dell’Ojai Music Festival (2013), ha diretto spettacoli per il MMDG dal 2006 e ha anche lavorato a lungo nell’opera, dirigendo e coreografando al Metropolitan Opera e alla Royal Opera, Covent Garden, tra gli altri.

E’ stato nominato Fellow of the MacArthur Foundation e, a oggi, ha ricevuto undici lauree ad honorem. Negli ultimi anni, ha ricevuto il Samuel H. Scripps / American Dance Festival Award alla carriera (2007), il Leonard Bernstein Lifetime Achievement Award for the Elevation of Music in Society (2010), il Benjamin Franklin Laureate Prize for Creativity (2012 ) e il Cal Performances Award of Distinction in the Performing Arts (2013).

Morris continua a creare nuove opere dalla sua sede di Brooklyn a New York, il Mark Morris Dance Center, che ha fondato nel 2001 per fornire una casa alla sua compagnia, sala prove per la comunità di danza, programmi di sensibilizzazione per i bambini e gli anziani del luogo e una vivace scuola che offre corsi di danza per studenti di tutte le età e abilità.
[/tab]
[end_tabset]



X