Gennaio, 2021

02Gen(Gen 2)20:00L’AZZURRA DIMENSIONE DELL’ANIMA - GUSTAV MAHLER, SINFONIA N 4Teatro Ristori Digital - in streaming20:00 Genere:Stagione 2020-2021,TEATRO RISTORI DIGITALIN STREAMING

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L’AZZURRA DIMENSIONE DELL’ANIMA
GUSTAV MAHLER, SINFONIA N. 4

WINDKRAFT ENSEMBLE

KASPER DE ROO, direttore

NICOLA GUERINI introduzione e commento

Testo di  Nicola Guerini e Adele Boghetich

 

Alberto Martini, Luca Falasca violini
Flavio Ghilardi viola
Leonardo Sapere violoncello
Sante Braia contrabbasso
Michael Cede flauto e ottavino
Lukas Runggaldier oboe e corno inglese
Roberto Gander clarinetto e clarinetto basso
Ingrid Gantioler fagotto
Egon Lardschneider corno
Daniel Betelle accordeon
Giulio Garbin pianoforte
Stefano Tononi, Francesco Bodini percussioni

 

Gustav Mahler (1860 – 1911)
Sinfonia n. 4 in sol maggiore
(versione per ensemble di Klaus Simon – ed. UNIVERSAL)

Bedächtig, Nicht eilen, recht gemächlich (Riflessivo, Non affrettato, Molto comodo)
Im gemächlicher Bewegung (Con movimento tranquillo, Senza fretta)
Ruhevoll (Calmo)
Sehr behaglich “Das himmlische Leben” (Molto comodamente “La vita celeste”)
per soprano solo da “Des Knaben Wunderhorn”

 

 

«Nella Quarta tutto è sconvolto, capovolto. È come se, improvvisamente, guardassimo il lato nascosto del mondo».
(Gustav Mahler, dai Ricordi di Natalie Bauer-Lechner)

 

Mahler affermava che scrivere una sinfonia era per lui come «costruire un mondo con tutti i mezzi tecnici a disposizione». Ma dire ‘mondo’ appare riduttivo, poiché si tratta addirittura di un universo: complesso e lacerato, frenetico, multiforme, pluridirezionale, a volte contraddittorio, fatto di forti sbalzi ritmici, dinamici, stilistici, d’umore. Vi si accumulano materiali disparati, indifferentemente colti e popolari, aulici e triviali, tenuti insieme da programmi narrativi o simbolici intuibili anche se di rado espressi a parole: fanfare, danze, canti infantili, marce funebri e militari, canzonette da osteria, autocitazioni; i tamburi, i campanacci, le incudini che emergono dagli organici strumentali spropositati.

Nella Quarta, Mahler rassicura sé stesso e l’umanità della salvezza futura attraverso un sogno delle gioie della vita eterna.

Per la Quarta Mahler è ricorso a un canto di quattro strofe, da lui rimaneggiato rispetto alla lezione poetica originaria, che descrive Das himmlische Leben, «La vita celestiale», osservata dall’occhio faceto e godereccio di un bambino. E’ lo stesso Mahler, in una lettera a un’amica, a chiarire il programma della Quarta: «Per la verità volevo scrivere una Humoreske sinfonica, ed ecco che ne è uscita una sinfonia di dimensioni normali, mentre quando mi proponevo di scrivere delle sinfonie normali, mi venivano fuori delle opere che duravano il doppio o il triplo della regola. Nei primi tre tempi c’è la serenità di un mondo superiore e che ci è ignoto, che possiede qualcosa di terrorizzante e di orrido. Nell’ultimo tempo il bambino, che allo stato di larva è già appartenuto a questo mondo superiore, ne spiega il vero significato».

Lo strumentale mahleriano già di per sé meno smisurato del solito – 2 ottavini, 4 flauti, 3 oboi, corno inglese, 3 clarinetti, clarinetto piccolo, clarinetto basso, 3 fagotti, controfagotto, 4 corni, 3 trombe, timpani e percussioni varie, arpa, archi – viene qui ritoccato e ridotto a ottavino, flauto, oboe, corno inglese, clarinetto, clarinetto basso, fagotto, corno, armonium, pianoforte, percussioni senza timpani, archi a parti reali, più ovviamente il soprano. L’intento è quello di rendere fruibile la partitura anche in ambito cameristico, permettendone l’esecuzione già con 15 musicisti. Comunque assai rispettoso del dettato originale, l’adattamento di Simon ispirazione, e un notevole precedente, nell’elaborazione cameristica della medesima opera approntata da Erwin Stein per il «Verein für musikalische Privataufführungen», la stagione concertistica viennese che Arnold Schönberg promosse tra il 1918 e il 1921 allo scopo di divulgare la musica nuova: malgrado la limitatezza di mezzi e spazio a disposizione, anche ampi lavori sinfonici vi venivano programmati, però ridotti ai minimi termini d’organico da Schönberg o dagli allievi. E Simon pare voler recuperare questa prassi.

 

Testo della parte vocale

DAS HIMMLISCHE LEBEN
Wir geniessen die himmlischen Freuden,
Drum tun wir das Irdische meiden,
Kein weltlich Getümmel
Hört man nicht im Himmel,
Lebt alles in sanftester Ruh;
Wir führen ein englisches Leben,
Sind dennoch ganz lustig daneben,
Wir tanzen und springen,
Wir hüpfen und singen;
Sankt Peter im Immel sieht zu
Johannes das Lämmlein auslasset,
Der Metzger Herodes drauf passet,
Wir führen ein geduldigs,
Unschuldigs, geduldigs,
Ein liebliches Lämmlein zum Tod.
Sankt Lukas den Ochsen tut schlachten
Ohn einigs Bedenken und Achten,
Der Wein kost kein Heller
Im himmlischen Keller,
Die Engel, die backen das Brot.
Gut Kräuter von allerhand Arten,
Die wachsen im himmlischen Garten,
Gut Spargel, Fisolen,
Und was wir nur wollen,
Ganze Schüssel voll sind uns bereit.
Gut Äpfel, gut Birn und gut Trauben,
Die Gärtner, die alles erlauben.
Willst Rehbock, willst Hasen?
Auf offener Strassen
Zur Küche sie laufen herbei.
Sollt ein Fasttag etwa kommen,
Alle Fische glech mit Freuden angesckwommen!
Dort läuft schon Sankt Peter
Mit Netz und mit Köder
Zum himmlischen Weiher hinein;
Sankt Martha die Köchin muss sein.
Kein Musik ist ja nicht auf Erden,
Die unsrer verglichen kann werden,
Elftausend Jungfrauen
Zu tanzen sich trauen,
Sankt Ursula selbst dazu lacht,
Cäcilia mit ihren Verwandten,
Sind treffliche Hofmusikanten,
Die englischen Stimmen
Ermuntern die Sinnen,
Dass alles für Freuden erwacht!

 

 

LA VITA CELESTIALE
Noi godiamo le gioie celesti,
quel che giù in terra è gioia, ci è molesto;
di nessun mondano frastuono
s’ode qui in cielo il suono.
Tutto vive in pace dolcissima.
La nostra è una vita d’angeli,
e siamo in tutto felici,
danziamo e saltiamo,
balziamo e cantiamo:
San Pietro nel ciclo ci guarda fìsso.
Giovanni lascia l’agnello in libertà,
Erode il beccaio all’erta sta:
noi portiamo un paziente,
un innocente, un paziente,
un caro agnellino alla morte.
San Luca manda al mattatoio il bue,
senza pensarci troppo, senza scrupoli.
Il vino non costa un quattrino
nella celeste cantina;
gli angeli hanno messo il pane in forno.
Erbe buone e verdure d’ogni genere
crescono qui nel celeste giardino,
buoni asparagi, buoni fagiolini,
e tutto quello che più ci va a genio.
Pieni e pronti, ecco, son tutti i vassoi.
Ottime mele e pere, uve rare,
e gli ortolani, qui, lasciano fare.
E caprioli, e lepri, chi li vuole?
Dal mezzo della strada, le bestiole
coron dentro in cucina qui da noi.
E se un giorno di magro poi verrrà,
tutti i pesci, con gioia,a galla nuoteranno!
Già là San Pietro pesca
con la rete e con l’esca
nel vivaio celeste:
e Santa Marta sia la cuoca, presto!
Nessuna musica giù in terra suona,
che stia qui con la nostra a paragone.
Undicimila vergini preclare
si fan coraggio ed osano danzare.
Anche Sant’Orsola ride, a quei gesti.
Cecilia con i parenti
sono musici di corte eccellenti.
Le voci angeliche
scuotono i sensi dal gelo,
perché tutto alla gioia si desti!
 

Traduzione di Quirino Principe

 

 

 

Organizzatore

Teatro Ristori

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