Gennaio, 2020

09Gen(Gen 9)20:30G. F. HANDEL – ORLANDOIL POMO D’ORO, F. CORTI direttore, M. E. CENCIC controtenore, K. LEWEK soprano, N. RIAL soprano, F. ASCIOTI contralto, L. PISARONI basso-baritono20:30 Genere:Barocca,Stagione 2019-2020acquista onlinebiglietteria

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(Giovedì) 20:30

Dettagli

 

J. F. HANDEL – ORLANDO

Dramma per musica in tre atti su libretto di autore ignoto da Orlando di Carlo Sigismondo Capece, dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

IL POMO D’ORO (orchestra su strumenti originali)
FRANCESCO CORTI direttore
MAX EMANUEL CENCIC controtenore – Orlando un cavaliere

KATRYN LEWEK soprano – Angelica Regina del Catai
NURIA RIAL soprano – Dorinda una pastorella
FRANCESCA ASCIOTI contralto – Medoro un principe Africano
LUCA PISARONI basso-baritono – Zoroastro un mago

 

Sinossi

Atto I

Notte. Campagna con monte in prospetto
Il mago Zoroastro incita Orlando, innamorato della principessa del Catai Angelica, a mettere da parte i suoi sforzi amorosi: a un suo gesto compare la Reggia d’Amore e, interrogato il firmamento, Zoroastro esorta il paladino a mettersi al servizio di Marte, dio della guerra. Orlando si tormenta ma resta convinto dei suoi propositi.

Boschetto con capanne di pastori
La pastorella Dorinda medita sui propri sentimenti, turbati dall’attrazione verso un uomo, quando irrompe Orlando, spada alla mano, che conduce Isabella, una principessa che ha appena liberata da un pericolo. Dorinda lo riconosce e presume che sia a sua volta innamorato. Angelica si propone di dimostrare a Orlando di essere perdutamente innamorata del principe africano Medoro, conosciuto nella capanna di Dorinda guarendolo amorevolmente dalle ferite riportate in battaglia, al punto da chiedergli di diventarne moglie. Medoro si mostra onorato di questa volontà. Dorinda, invaghita di Medoro, teme che egli possa seguire Angelica e si duole di una simile circostanza. Medoro per non deluderla le fa credere che Angelica sia una sua parente, ma Dorinda non crede alle sue parole pur rimandone lusingata. Zoroastro mette in guardia Angelica sulle possibili conseguenze della gelosia di Orlando ma lei, incontrando il paladino e temendo che Medoro li scorga insieme, attribuisce a Orlando un’attenzione per la principessa Isabella, fingendosene gelosa e chiedendogli una prova della sua fedeltà. Orlando si dice pronto ad affrontare anche i mostri per dimostrarle il suo valore. Medoro incontra Angelica la quale gli rinnova il suo amore, invitandolo nel suo regno. Dorinda scorge i due amanti che si abbracciano e Angelica decide di rivelarle il suo amore per Medoro, e per consolarla le regala un braccialetto in segno di gratitudine. Medoro chiede perdono a Dorinda per non poter esaudire il suo amore per lui, ed entrambi gli innamorati la esortano a non rinunciare a trovare un amante.

 

Atto II

Bosco
Dorinda si duole del suo amore, non corriposto, per Medoro. Incontra Orlando al quale racconta dell’incontro intimo tra Angelica e Medoro e, mentendo, mostra il braccialetto che l’Africano le avrebbe donato come pegno. Orlando riconosce il gioiello che in realtà lui stesso aveva regalato ad Angelica. Mentre Orlando interroga Dorinda sull’identità dell’amante di Angelica, la pastorella si dispera ancora una volta per il rifiuto di Medoro. Orlando rimasto solo medita vendetta e di passare per la spada Angelica, anche se fuggisse fino all’inferno.

Da una parte boschetto di lauri, e dall’altra una bocca di grotta.
Zoroastro invita Angelica ad allontanarsi dai luoghi dove lei e Medoro si sono conosciuti, per evitare la collera di Orlando. I due amanti danno il loro addio ai prati e ai boschi ameni e Medoro incide i loro nomi sui tronchi dei lauri. Angelica, mentre si appresta a ritornare nel suo regno, riflette sulla sua ingratitudine nei confronti di Orlando, anche se si convince che egli potrà capire cosa si prova a vivere un amore travolgente. Il cavaliere nel frattempo scorge i nomi degli amanti scolpiti sugli alberi e cercandoli con furia cieca entra in una grotta. Lì trova Angelica, intenta a rimembrare per l’ultima volta i luoghi a lei cari, e la insegue con la volontà di ucciderla. Lei grida il nome di Medoro, che la vede correre verso il bosco. A ll’improvviso una grande nube avvolge Angelica che viene tratta in salvo accompagnata in aria da quattro Geni. Orlando inizia a perdere il senno, immaginandosi un viaggio nell’Ade. Quando entra nella grotta ecco apparire su un carro Zoroastro, che abbraccia Orlando quasi impazzito e insieme volano in cielo.

 

Atto III

Recinto di Palme
Dorinda incontra Medoro, che ribadisce di non poterla amare, e lo avverte dell’ira di Orlando. La pastorella riflette ancora una volta della sua amara sorte quando viene avvicinata da Orlando, che si dichiara innamorato di lei. Ben presto Dorinda si accorge però che il paladino delira e mette al corrente Angelica dello stato insano di Orlando. Zoroastro con l’aiuto dei Geni trasforma il bosco in una caverna orrenda, per ricoverare Orlando in preda alla pazzia. Dorinda piangendo avverte Angelica che Orlando ha appiccato il fuoco alla sua capanna dove nel frattempo si era rifugiato Medoro. Angelica si dispera per la morte del suo amato e quando all’improvviso compare Orlando gli chiede di uccidere pure lei. Il cavaliere, prendendola con la forza, la getta nella spelonca che d’un tratto si tramuta in un Tempio di Marte. Sfinito, Orlando di addormenta su un sasso.

Tempio di Marte
Zoroastro, facendo segno con la verga, chiama i Geni che accompagnano un’aquila che reca un vaso d’oro nel becco. Alla presenza di Dorinda, Zoroastro si accosta a Orlando addormentato e gli versa sul viso il liquore contenuto nel vaso. Il paladino si risveglia rinsavito e chiede stupito a Dorinda dove si trovi, senza elmo e senza spada. La pastorella lo mette al corrente dei suoi misfatti e Orlando, distrutto dal rimorso, corre verso un precipizio per porre fine al suo dolore. Ma Angelica lo trattiene, e Zoroastro, nell’ultima scena, mette al corrente Orlando che ha protetto ed evitato la morte dei due amanti, per i quali chiede al paladino di graziarli. Orlando accetta la loro unione e augura a entrambi una vita felice; Dorinda anch’essa rimuove le sue pene e invita tutti nella sua capanna a festeggiare.

 


ARTISTI

Francesco Corti
Nato ad Arezzo, da una famiglia di musicisti nel 1984, ha studiato organo a Perugia e e successivamente clavicembalo a Ginevra e Amsterdam. É stato premiato al Festival internazionale “Johann Sebastian Bach” a Leipzig (2006) e al Bruges Harpsichord Competition (2007). Come solista ha partecipato a spettacoli e concerti in Europa, in USA, in America Latina e in Nuova Zelanda, è inoltre invitato a svariati festival: Mozart Woche and the Salzburger Festpiele, BachFest Leipzig, MusikFest Bremen, Utrecht Early Music Festival, Festival Radio France Montpellier, Milanesiana.

Max Emanuel Cencic
Max Emanuel Cencic è uno dei cantanti più affascinanti e versatili al mondo di oggi e dedicato alla rinascita della musica del XVIII secolo. Con la sua straordinaria voce da mezzosoprano, Max Emanuel Cencic dimostra che il canto barocco può essere tecnicamente brillante e allo stesso tempo moderno ed emozionante. Per oltre due decenni si è esibito in teatri d’opera di prim’ordine, tra cui la Wiener Staatsoper, il Theater an der Wien, l’Opernhaus Zürich, l’Opéra Royal de Versailles, la Bayerische Staatsoper, la Staatsoper Unter den Linden di Berlino, la Gran di Barcellona Teatro del Liceu, il Théâtre des Champs-Elysées, Parigi e La Monnaie di Bruxelles.

Nuria Rial
Dopo aver studiato canto nella sua nativa Cataloña, Nuria Rial entra a far parte dal 1998 al 2002 della classe di Kurt Widmer all’Accademia Musicale di Basilea. Nel settembre 2003 vince il premio Helvetia Patria Jeunesse (Pro Europa) a Lucerna per le sue eccezionali doti nel canto. Da quel momento in poi è ospite dei principali festival di musica in Europa ed in concerto ha collaborato con importanti direttori quali: Paul Goodwin, Gustav Leonhardt, René Jacobs, Alfredo Bernardini, Thomas Hengelbrock, Skip Sempé, Laurence Cummings, Fabio Bonizzoni, Howard Griffiths, Pierre Cao, Salvador Mas, Antoni Ros-Marbà, così come prestigiose con ensemble quali: Il Giardino Armonico, The English Concert, Les Musiciens du Louvre, Concerto Köln, Kammerorchester Basel, Akademie für Alte Musik Berlin, Al Ayre Español, La Risonanza, L’Arpeggiata, Orquesta Barroca de Sevilla, Orfeo Barockorchester, Camerata Köln, Zürcher Kammerorchester, Zürich Chamber Orchestra, Hungarian Symphony Orchestra, Symphonieorchester Basel.

Francesca Ascioti
Francesca Ascioti si è diplomata in canto a Brescia, specializzandosi poi con Bernardette Manca di Nissa e Teresa Berganza, facendo il suo debutto in Falstaff a Busseto. Ha inoltre frequentato l’Accademia Riccardo Muti, cantando come Quickly in Falstaff sotto la direzione di Riccardo Muti. Francesca Ascioti ha debuttato sul palcoscenico nel ruolo di Cherubino nelle Nozze di Figaro di Mozart a Sulmona e da allora ha recitato in ruoli come Maddalena in Rigoletto al Teatro Troiano di Civitavecchia e Flora in La Traviata al Teatro Dell’Opera di Roma. Ha cantato, diretta da Marcon in Fida Ninfa (Giunone) a Basilea e Baden- Baden; Parnasso in Festa (Euterpe) ad Amsterdam; Juditha Triumphans a Bruxelles, Londra, Atene, New York;

Luca Pisaroni
Il basso-baritono italiano LUCA PISARONI si è affermato come uno dei più affascinanti e versatili cantanti sulla scena internazionale attuale. Fin dal suo debutto all’età di ventisei anni con la Filarmonica di Vienna al Festival di Salisburgo, sotto la direzione di Nikolaus Harnoncourt, è apparso in moltissime delle più rinomate sale da concerto, teatri dell’opera e festival.

 

VIDEO

 

SITO

http://www.il-pomodoro.ch/orchestra/

 

 

 


nella foto: Il Pomo d’Oro © Nicola Dalmaso

 

Organizzatore

Teatro Ristori

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