CHIARA CIVELLO

CHIARA CIVELLO

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CHIARA CIVELLO: voce


NICOLA CONTE: chitarra

DARIO CONGEDO: batteria

LUCA ALEMANNO: basso

PIETRO LUSSU: piano

DANIELE TITTARELLI: sax

“Nella sua voce vellutata si fondono le due Americhe: quella del Nord, con le improvvisazioni del jazz, e quella del Sud, con i ritmi di bossanova e samba” (P. Carnevale, Corriere della sera, 16.6.2014). La cantautrice romana, newyorkese e carioca di adozione, ha un’affinità elettiva per i due mondi, sbocciata nell’album Canzoni. “La stupenda voce piena di personalità di questa artista procura un piacere senza tempo”(M. Paes, Il Giornale della Musica, lug-ago 2014). Dopo quattro dischi da autrice Civello torna alle sue radici di cantante, con “un omaggio al repertorio del mio Paese trasposto nelle sonorità più internazionali del northern soul e del jazz” (intervistata in Musica Jazz, ago 2014).

www.chiaracivello.com

 

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Chiara Civello nasce a Roma, dove muove i suoi primi passi da musicista. Appena compiuti i 18 anni lascia la capitale alla volta dell’America, dove frequenta il “Berklee College of Music” e diventa la prima artista italiana nella storia ad esordire con un album inciso per la prestigiosa etichetta Verve Records, prodotto da Russ Titelman, suo scopritore.

Frutto del lavoro di questi anni sono le dieci canzoni del suo debutto discografico, “Last quarter moon” (Verve 2005), sette delle quali scritte da lei e tre in collaborazione con altri artisti, compresa la ballad “Trouble”, composta a quattro mani con il leggendario Burt Bacharach.

Il debutto discografico assicura a Chiara un primo giro del mondo, facendola entrare nelle classifiche giapponesi e italiane. Billboard Magazine scrive «la bellezza, lo charme e il carisma del debutto discografico della cantautrice Chiara Civello sono certamente un inizio promettente e segnalano al mondo la prima rivelazione del nuovo anno». L’International Herald Tribune dichiara che «la combinazione di personalità, profondità e sofisticatezza…impressionanti».

È il secondo album, “The space between”, prodotto da Steve Addabbo per la Emarcy/Universal Jazz and Classic nel 2007, a mostrarci un lato molto più intimo di Chiara. Una sorta di viaggio composto da 13 bellissimi brani, tra cui “Night” e “Un passo dopo l’altro”. «È un disco sullo spazio. Sullo spazio tra le note, sui silenzi tra le parole, sullo spazio tra me e te, tra me e il mio passato o il mio futuro, e su tutti gli spazi ai quali oggi facciamo tanta fatica a pensare… lo spazio che ti fa percepire meglio la realtà, lo spazio che ti costringe a sentire la mancanza di qualcuno, lo spazio che non ti fa dire tutto subito, ma poco a poco, mentre il bisogno di dirlo si intensifica».

Nel primo disco ti cerchi, nel secondo ti raccogli, nel terzo cominci a trovarti. E infatti il terzo di disco di Chiara ha una precisa connotazione geografica. “7752” è un numero: la linea d’aria di 7752 chilometri che congiunge le due città chiave del disco numero tre, Rio e New York. New York è la città in cui Chiara vive da anni, Rio le ha cambiato la vita.

Nel febbraio del 2008 Chiara è a Rio per trovare l’amico Daniel Jobim quando viene trascinata a una festa in uno studio, la prima di una lunga serie di riunioni musicali (in portoghese SARAO) di grandi artisti brasiliani, in cui la chitarra viene fatta girare e a turno ognuno canta una canzone. Quella sera canta anche Chiara, ma soprattutto ascolta le canzoni degli altri. E se ne lascia ispirare. Inizia a collaborare con i musicisti conosciuti lì, scrive a quattro, sei, otto, dieci mani, scrive con gli altri e per gli altri. È qui che inizia la sua collaborazione con Ana Carolina, una delle star del pop brasiliano, che diventa la sua principale collaboratrice di questo album. Oltre ad essere coautrice di cinque brani, Ana suona la chitarra acustica nel disco. «Ci siamo conosciute a quella festa, mi ha chiesto una melodia e il giorno successivo ho buttato giù le prime note di “Resta”, che abbiamo terminato insieme dopo poco e registrato in duetto, sia nel suo disco che nel mio, in una versione diversa». Il successo accompagna da subito questa collaborazione: “Resta” diventa infatti la colonna sonora di una “novela” intitolata “Passione”, prodotta da Globo TV e in onda sugli schermi brasiliani.

Scritto tra Rio, Trastevere e New York, “7752” comprende 10 momenti musicali di cui 8 prodotti a NY dall’eclettico Andres Levin, un venezuelano che vive e lavora lì da anni, conosciuto sia per lavori sperimentali che mainstream, canzoni d’autore e latin pop. Il cast del disco è stellare: Mark Ribot (leggendario chitarrista di Tom Waits) alla chitarra elettrica, Jaques Morelenbaum (musicista di Daniel Jobim, Caetano Veloso, Gilberto Gil, Ruichi Sakamoto) al violoncello e arrangiamento d’archi, gli amici di sempre Mauro Refosco alle percussioni (che ha già collaborato tra gli altri con Thom Yorke e David Byrne), Guilherme Monteiro alla chitarra, Anat Cohen al sax e clarinetto, senza dimenticare la ritmica esaltante di Gene Lake e Jonathan Maron. Definito “contagioso” dalla critica, “7752” è un disco in cui viene fuori un lato della voce di Chiara decisamente più pop, libero, immediato, ironico, in una felice alchimia tra rock anni ‘60, melodia italiana, armonia brasiliana e R&B. “7752 Deluxe Edition”, anticipato dal singolo “Tre” (scritto con Rocco Papaleo), è una versione aggiornata del fortunato album del 2010.

Il 2012 segna un’altra tappa decisiva nella maturazione artistica di Chiara Civello. In quell’anno infatti la cantante partecipa, per la prima volta, al 62° Festival di Sanremo nella categoria Big con il brano “Al posto del mondo”, scritto insieme alla musicista Diana Tejera. In contemporanea al Festival esce il suo quarto album di inediti “Al posto del mondo” (Sony Music), composto da 10 brani, tra cui anche la canzone sanremese, che ottiene un’ottima airplay nelle radio italiane. Nello stesso anno, e sempre tratto da questo album, la versione portoghese del brano “Problemi”, “Problemas”, interpretata da Ana Carolina e colonna sonora della serie televisiva latina “Fina estampa”, vince il Premio Multishow come migliore canzone del 2012 in Brasile, riconoscimento conferito all’unanimità dalla Giuria Popolare Brasiliana.

Nel 2013 Chiara torna in Brasile per il progetto live “SOLO +” (Sola ma non troppo). Accompagnata da uno o due musicisti, alternandosi tra il piano e la chitarra, Chiara interpreta, oltre ai suoi successi, alcune delle canzoni italiane diventate famose in Brasile, invitando ad ogni concerto un artista brasiliano a duettare con lei. Salgono sul palco con lei artisti come Flavio Venturini, Preta Gil, Alessandra Maestrini, Pedro Camargo Mariano, Zizi Possi, Jay Vaquer, Jorge Vercillo, oltre naturalmente ad Ana Carolina, che rendono ogni performance assolutamente unica e indimenticabile. Il “Solo +”, successivamente presentato anche in Italia durante festival e rassegne musicali importanti, ottiene un grande riscontro sia dal pubblico che dalla critica.

Al suo quinto album in studio, “Canzoni”,Chiara Civello si presenta per la prima volta nell’inedita veste di sola interprete, immergendosi in quell’oceano meraviglioso che è la musica italiana e presentandoci il repertorio italiano come non lo avevamo mai sentito sinora.

Il risultato è un disco di canzoni d’amore dal sound elegantissimo e accattivante che mescola il Northern Soul alla Bossa Nova, il Blue Eyed Soul al jazz e al pop internazionale, in cui l’artista si avvale di ospiti straordinari come il monumentale Gilberto Gil, il poetico Chico Buarque, oltre alla pop star Ana Carolina e alla jazz star Esperanza Spalding.

I lussuosi, quasi ipnotici arrangiamenti per orchestra sono stati scritti dal leggendario Eumir Deodato (arrangiatore di Sinatra/Jobim, Bjork e Roberta Flack) e il raffinato dj-producer Nicola Conte ha creato il perfetto amalgama tra una sensibilità musicale contemporanea e internazionale e la vivida profondità del suono analogico. Una rivelazione.

Un cast stellare e straordinario che dà luce a un album di rara bellezza e che restituendoci canzoni che gia conoscevamo con un groove inedito, che lascia piacevolmente spiazzati, interpretato da una voce vibrante di calore e sfumature come potevano essere quelle di Julie London e Dusty Springfield, Shirley Horn e Nina Simone, non a caso da sempre stelle polari nel percorso artistico di Chiara.

«Non potevo sognare oltre – dichiara Chiara Civello – E’ il disco che volevo fare con le canzoni che avrei voluto scrivere e un sound che strizza l’acchio al passato ma guarda al futuro e ad un’Italia come quella di adesso, piena di promesse. Gil, Chico, Eumir, Nicola, Ana, Esperanza rendono omaggio alla musica italiana con una freschezza assolutamente emozionante».

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