Israel Barrocade

Israel Barrocade
4 marzo 2023, h 20:00

Fondato nel 2007, l’ensemble Barrocade è oggi uno dei più importanti della scena musicale internazionale. Barrocade è apparso in tutte le principali sale da concerto e ha partecipato a tutti i principali festival del mondo.

I membri dell’ensemble, provenienti dalle principali accademie europee, sono specializzati in musica antica e suonano su strumenti storicamente informati. Barrocade normalmente suona senza direttore, secondo l’usanza dell’era barocca, ma in alcune occasioni collabora con direttori internazionali: da più di dieci anni l’ensemble collabora con il direttore e violinista estone Andres Mustonen.  Il programma del concerto vuole essere un omaggio al compositore Antonio Vivaldi, nel giorno del suo 345° compleanno, di cui si avrà l’opportunità di ascoltare alcuni concerti e appassionate arie tratte dalle sue opere più famose quali La Griselda e Il Giustino. 

Il 4 marzo del 1678 nasce a Venezia Antonio Vivaldi e questo programma è pensato per omaggiarlo in musica, nel giorno del suo 345° compleanno. Avremo l’opportunità di ascoltare sviluppa alcune sue composizioni strumentali e altre vocali, con arie tratte dalle opere “La Griselda” e “Il Giustino”.

Il «concerto ripieno» è un concerto per orchestra a quattro parti (due violini, viola e basso: cioè, il cosiddetto «ripieno»), senza solisti. Coltivato tra la fine del Seicento e i primi decenni del secolo successivo da autori come Torelli, Albinoni, Dall’Abaco, il concerto per orchestra godeva di particolare fortuna a Venezia. Vivaldi scrisse, per la massima parte dopo il 1720, una quarantina di «concerti ripieni», con una sola eccezione rimasti manoscritti vivente l’autore e che nel complesso rappresentano uno dei settori più affascinanti della sua vastissima produzione strumentale.

Vivaldi concepisce il concerto per orchestra come un genere particolarmente congeniale alla sperimentazione: in effetti l’assenza dell’elemento solistico, che presuppone un virtuosismo in sé dispersivo e centrifugo cui dare adito in appositi episodi, consente all’autore di concentrale l’attenzione sull’aspetto propriamente compositivo. Sia pure in modo indicativo, i concerti per orchestra di Vivaldi possono essere suddivisi in tre gruppi: concerti di stile e impegno compositivo elevato connotati da scrittura contrappuntistica ed elaborazione tematica, concerti di piccole dimensioni e di tono leggero prossimi al modello della sinfonia operistica e infine concerti improntati a una medietà di formato e registro.

I concerti per orchestra non erano scritti soltanto per l’orchestra della Pietà ma soddisfavano anche le richieste di una clientela internazionale. La raccolta dei dodici concerti di Parigi fu probabilmente assemblata nel corso degli anni Venti per un committente transalpino e rappresenta un campionario delle varie accezioni e sfumature del «concerto ripieno» vivaldiano.

Griselda è un dramma per musica in tre atti composto da Antonio Vivaldi. L’opera utilizza una versione riveduta del libretto italiano dal celebre drammaturgo veneziano Carlo Goldoni. L’opera fu rappresentata per la prima volta a Venezia al Teatro San Samuele il 18 maggio 1735.

La particolare fama di quest’opera deriva dal fatto che essa comportava una collaborazione con Goldoni, anche se inizialmente irta di problemi, ma prosegue osservando che i due uomini alla fine trovarono un amichevole compromesso nella revisione di un vecchio libretto per adattarsi ai limiti vocali della prima Griselda.

Il programma prevede un altro grande compositore italiano, espressione della magnificenza veneta: Claudio Monteverdi, vissuto tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, che segnò il passaggio dal linguaggio rinascimentale a quello barocco. Autore di madrigali e di opere teatrali, fu portato dalla sua sensibilità drammatica a un trattamento innovativo delle voci e degli strumenti per meglio esprimere il significato del testo poetico. Terminato il periodo vissuto a Mantova alla Corte dei Gonzaga, Monteverdi ottenne nel 1613 l’incarico di maestro di cappella della Repubblica di Venezia, posto che tenne fino alla morte, avvenuta nel 1643. Oltre a innumerevoli composizioni sacre, tra cui la Selva morale e spirituale (1640), Monteverdi diede alle stampe altri libri di madrigali, il VI (1614) e il VII (1619), in cui il linguaggio diventava sempre più moderno e originale. Nell’VIII libro (1638), intitolato Madrigali guerrieri et amorosi, per voci e strumenti vari, è inserito anche Il ballo delle ingrate (composto nel 1608) e Il combattimento di Tancredi e Clorinda (del 1624), composizione in stile rappresentativo ispirata a personaggi di Torquato Tasso, con due personaggi principali e un narratore. In essa l’adesione ai sentimenti e alle passioni espresse nel testo raggiunge vette raffinate, grazie all’uso sapiente di tecniche nuove, come il genere concitato, che si avvale di note di breve durata ribattute velocemente dagli archi per creare un effetto di trepidazione.

Negli ultimi anni di vita Monteverdi compose per i teatri pubblici veneziani due opere, Il ritorno di Ulisse in patria (1640) e l’Incoronazione di Poppea (1643), mentre si moltiplicavano le committenze straniere, di corti italiane (Parma e Modena) o europee (Varsavia e Vienna). Il IX libro di madrigali fu pubblicato dopo la sua morte, nel 1651.

Completeranno il programma il concerto grosso in re minore Opera VII n. 2 di Giuseppe Valentini (1681–1753) violinista e anche poeta, che si affermò con fatica nell’ambiente romano finché era vivo Corelli. La sua carriera testimonia quanto fosse difficile affermarsi come musicista freelance a Roma nei primi anni del XVIII secolo, soprattutto se estranei all’ambiente operistico. Pochi musicisti dediti esclusivamente al repertorio strumentale erano in grado di sostenersi e di promuovere la propria carriera tramite la pubblicazione di opere a stampa. Anche Handel visse molto a Londra, tanto da assimilare profondamente lo stile italiano. A Londra compose l’Opera in italiano appunto “Alcina”, di cui ascolteremo la celeberrima aria “Ah, mio cor! Schernito sei”, un vero pilastro dell’intera composizione.

L'ensemble

Fondata nel 2007 da un piccolo gruppo di giovani musicisti appassionati, l’esilarante ensemble autodiretto Barrocade è una boccata d’aria fresca nella scena musicale israeliana e internazionale. Salutato dalla critica come “gioioso”, “fresco” ed “eccitante”, il Barrocade ha conquistato l’amore del pubblico ovunque vada.
Composto da 12 strumentisti e un cantante, Barrocade è specializzato in musica antica e vanta una sezione di basso continuo eccezionalmente ricca, che consente ai suoi strumenti soprano di brillare, oltre a fornire all’intero ensemble un suono unico, ricco, colorato e memorabile. Senza direttore, ogni membro dell’ensemble ha una voce e la musica eseguita rappresenta un dialogo vero e significativo.
Barrocade non si limita alla musica del Barocco e del Rinascimento. L’ensemble si avventura in vari campi musicali, tra cui musica folk, musica moderna e jazz. Eppure, in tutto ciò che fa, Barrocade rimane fedele allo spirito dinamico e giocoso del barocco, e mira sempre a presentare la grande musica in modo comunicabile e divertente al pubblico di tutto il mondo.
Sebbene di relativamente giovane costituzione, Barrocade ha già collaborato con artisti di spicco come Matthew Halls e Patrick Cohën-Akenine, e si è esibito in festival in tutta Europa, oltre a organizzare una serie di concerti annuali di successo in Israele. Con nuovi ed entusiasmanti progetti sempre all’orizzonte, Barrocade è chiaramente uno degli ensemble musicali più intriganti che lavorano oggi.
L’ensemble è supportato dal Dipartimento di Musica, dall’Amministrazione della Cultura, dal Ministero della Scienza, della Cultura e dello Sport di Israele.

Andres Mustonen

Andres Mustonen ha fondato ed è direttore dell’ensemble Hortus Musicus (1972). Diplomato come violinista presso il Tallinn State Conservatoire (oggi Estonian Academy of Music and Theatre, 1977) e formatosi in Austria e Paesi Bassi.
Ha fondato l’ensemble Hortus Musicus mentre era ancora uno studente. L’ensemble ha stabilito la pratica dei concerti di musica antica in Estonia e lo stesso Mustonen è diventato un attivo sostenitore di performance autentiche nel nostro paese e in altri paesi del nord Europa e ha registrato venticinque album con l’ensemble.
Il musicista dedica particolare attenzione agli oratori e ad altri generi di musica sacra dall’epoca barocca fino ai giorni nostri. Il suo repertorio comprende opere di Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Anton Bruckner, Giya Kancheli, Krzysztof Penderecki, John Tavener, Alexander Knaifel e Sofia Gubaidulina.
Collabora con numerosi ensemble eccezionali, tra cui la Tchaikovsky Symphony Orchestra, la Moscow State Academic Symphony Orchestra, la Musica Viva Chamber Orchestra e la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks. Per molti anni ha lavorato con la Filarmonica di Tallinn e l’Orchestra Sinfonica Nazionale Estone.
Esegue musica da camera con Oleg Kagan, Natalia Gutman, Gidon Kremer, Tatiana Grindenko, Dmitry Sitkovetsky, Alexei Lyubimov, Eliso Virsaladze e Ivan Monighetti. Ha fondato l’ensemble da camera Art Jazz Quartet e fa tournée con l’orchestra in tutta Europa.
È molto attivo anche come direttore d’opera. Ha diretto l’opera Orfeo ed Euridice di Gluck al Birgitta Festival tenutosi alla Filarmonica di Tallinn (2010) e le opere di Handel Giulio Cesare in Egitto (2014) e Rinaldo (2015, 2016, 2017) all’Estonian National Opera.
Nel 1989 ha organizzato il MustonenFest, che nel 2002 è diventato un festival internazionale. Nel 2014 ha fondato il MustonenFest Tallinn – Tel Aviv.
L’ensemble è supportato dal Dipartimento di Musica, dall’Amministrazione della Cultura, dal Ministero della Scienza, della Cultura e dello Sport di Israele.

I musicisti

Israel Barrocade

Andres Mustonen
Direttore

Ye’ela Avital Soprano
Maya Amir Mezzosoprano
Jacob Reuven Mandolino
Shlomit Sivan Concertmaster

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