CONTEMPORANEA Foglie di un diario mai scritto

Un ricordo del compositore e direttore d'orchestra Krzysztof Penderecki (Dębica, 23 novembre 1933 – Cracovia, 29 marzo 2020)

I VIRTUOSI ITALIANI hanno collaborato molto con il Maestro Penderecki. Molti sono stati i concerti e le tournée sotto la sua guida esperta e con l’esecuzione della sua musica.

A fortificare questa straordinaria collaborazione, nel 2008, in occasione del concerto de I VIRTUOSI ITALIANI, diretto da Krzysztof Penderecki con Massimo Mercelli solista, nella Sala Grande della Gran Guardia di Verona, l’Amministrazione comunale attraverso il Sindaco di allora Flavio Tosi, gli consegnò le chiavi della città. I VIRTUOSI ITALIANI sono in procinto di partecipare al Festival che porta il suo nome in Polonia.

Serialista, postserialista, avanguardista, sperimentatore, reazionario: queste sono alcune delle etichette che, nel corso dei decenni, sono state cucite addosso a Krzysztof Penderecki, spentosi il 29 marzo del 2020 nella sua Cracovia all'età di ottantasei anni. Al netto della giustezza o meno delle molte definizioni, il loro insieme fornisce un ritratto quanto mai veritiero: con Penderecki muore anche uno dei più poliedrici interpreti del secondo Novecento, che ha saputo fissare sulla carta come pochi altri le inquietudini e le paure che hanno attraversato il Secolo breve.

I suoi esordi sono legati alla scuola di Darmstadt, i cui echi permarranno a lungo nel linguaggio compositivo, ma si tratta solamente della prima tappa di un percorso artistico e umano contorto, mutevole, un percorso in cui lo sguardo del compositore ha abbracciato molteplici prospettive, mostrando apertamente tutta l’irrequietezza intellettuale di Penderecki: se da una parte presenta lavori come la Polymorphia per 48 archi (1961) o la Trenodia per le vittime di Hiroshima per 52 archi (1961), che rimandano ancora alla linea della scuola di Darmstad e presentano una particolare tecnica d’impiego degli archi, che producono effetti simili a quelli della musica elettronica, dall’altra compone il Capriccio per oboe e undici archi (1965), scritto - per ammissione dell’autore stesso - nel suo «periodo di ricerca musicale in reazione al neoclassicismo di derivazione stravinskiana». Negli anni ’80 Penderecki addirittura abbandonerà i lidi della musica d’avanguardia, andando a recuperare alcune forme classiche (sebbene proposte secondo la propria visione), componendo una musica che egli stesso definiva «più mia».

Se la prospettiva da cui Penderecki osserva e studia il mondo è in continua mutazione, due punti-cardine rimarranno fissi nell’arco della sua vita: il primo è l’attenzione per una ricerca materica, tale da trascendere ogni radicalismo strutturale, e tesa alla più diretta, pura, comunicazione espressiva; il secondo è la grande sensibilità religiosa, che impregna ogni pagina del suo catalogo, a cominciare dalla grandiosa Passio et mors Domini Nostri Jesu Christi secundum Lucam (1965, vincitrice del Premio Italia nel 1967), passando per il Dies Irae (1967), la «sacra rappresentazione» Paradise lost (1975), basata sull’omonimo poema di John Milton, Il risveglio di Giacobbe, il Magnificat (entrambi), fino ad approdare a tutta la produzione successiva.

Il tema del sacro, come già detto, percorre trasversalmente la produzione di Penderecki, ed è interessante perché è perfettamente in linea con la sua musica: la religiosità è istintiva, non è ponderata o - peggio - costruita, esattamente come le sue composizioni. È anche una religiosità di derivazione cattolica, che conferisce ai suoi lavori una dimensione di universalità, di drammaticità collettiva, tanto nel dolore quanto nella redenzione; tale dimensione è sempre stata parte essenziale dei lavori di Penderecki, e nel secondo periodo della propria attività si è ripresentata con rinnovato interesse: tra i primi - significativi - esempi di questa nuova stagione si annoverano le composizioni per coro a cappella Agnus Dei (1981) e il finissimo Canto del Cherubino (1986), la Sinfonia n. 7 “Le sette porte di Gerusalemme” (1996) e soprattutto il Requiem polacco (1984). Nell’opera di Penderecki troviamo così ricerca materica e religiosa, ciò che è tangibile e l’ultraterreno, la voce delle tenebre e della luce, una serie di dicotomie che riassume efficacemente il suo universo poetico

Penderecki ha anche conosciuto una certa notorietà presso il grande pubblico grazie a due cult del cinema, L’esorcista (1973) di William Friedkin e Shining (1980) di Stanley Kubrick, in cui i due registi si sono avvalsi di alcune sue musiche (Kanon per archi e nastro magnetico, Jutrznia, il Concerto per violoncello n. 1, il Quartetto per archi n. 1, Polymorphia e alcuni estratti dall’opera I diavoli di Loudun), tutte degli anni ’60, vale a dire del periodo in cui Penderecki sviluppava il filone più cruento del proprio periodo d’avanguardia e che oggi si è più stabilmente radicato tanto nel repertorio concertistico, quanto nell’immaginario collettivo.

Ridurre l’intero corpus di Penderecki alle composizioni di questo gruppo sarebbe davvero ingiusto, perché significherebbe appianare tutte le irregolarità, i mutamenti e i cambi di rotta di questo autore polimorfo alla sola fase giovanile, rifiutando quindi la maturazione del suo processo artistico, un periodo assolutamente fecondo che ci ha regalato titoli come le opere La maschera nera (1986) e Ubu Rex (1991), l’Inno a San Daniele (1997), la Ciaccona (2005) in memoria di Papa Giovanni Paolo II desunta dal Requiem polacco, il Largo per violoncello e orchestra (2003), le Sinfonie dalla n. 2 alla n. 8 (1980-2005) e le due Sinfoniette (1990-1994), la stragrande maggioranza dei Concerti e Concerti grossi, in sostanza la parte più compiuta della sua produzione, il suo lascito a noi che rimaniamo.

Info Spettacolo

venerdì, 16 Settembre 2022 H 20:00
Spazio S. Pietro in Monastero

Programma evento

XXIII STAGIONE CONCERTISTICA
ESTATE
Fuori abbonamento

Omaggio a Penderecki

Paolo Ugoletti
VARIAZIONI SU UN TEMA DI CHOPIN per sestetto d’archi

Armando Franceschini
ESIR per quintetto d’archi

Giovanni Sollima
FEDERICO II
da “Viaggio in Italia” per quartetto d’archi

Krzysztof Penderecki
CADENZA (per viola solo)

Krzysztof Penderecki
QUINTETTO PER ARCHI

Myroslaw Skoryk
“SPANISH DANCE” for string quintet

Artisti e Compagnia

QUINTETTO D’ARCHI DE I VIRTUOSI ITALIANI
ALBERTO MARTINI violino
GIULIA CERRA violino
GIANCARLO DI VACRI viola
ZOLTAN SZABO violoncello
SANTE BRAIA contrabbasso

Il complesso de I VIRTUOSI ITALIANI, nato del 1989, è una delle formazioni più attive e qualificate nel panorama musicale internazionale, regolarmente invitata nei più importanti teatri, festival e stagioni in tutto il mondo. Viene loro riconosciuta una particolare attitudine nel creare progetti sempre innovativi, una costante ricerca nei vari linguaggi, oltre alla qualità artistica dimostrata in anni di attività.
Numerose sono le collaborazioni con solisti e direttori di rilevanza internazionale.
I Virtuosi Italiani si sono esibiti per i più importanti teatri e per i principali enti musicali italiani come il Teatro alla Scala, il Teatro La Fenice, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la GOG di Genova, l’Unione Musicale di Torino, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, il Teatro alla Pergola di Firenze, la Società Filarmonica di Roma, il Teatro Rossini di Pesaro, la Società del Quartetto di Milano, la Royal Albert Hall, la Carnagie Hall, la Sala Filarmonica di San Pietroburgo, il Seoul International Music & Arts Center, la Herkules Saal, il Bunka Kaikan, la Sala del Conservatorio Tchaikovsky, Zaryadye Concert Hall ecc.
Tra gli impegni più rilevanti ricordiamo il Concerto per il Senato della Repubblica Italiana e teletrasmesso in diretta da RAI 1, il “Concerto per la Vita e per la Pace” eseguito a Roma, Betlemme e Gerusalemme e trasmesso dalla RAI in Mondovisione, il Concerto presso la Sala Nervi in Vaticano alla presenza del Papa.
I Virtuosi Italiani dal 2011 sono complesso residente con una Stagione Concertistica a Venezia nella Chiesa dell’Ospedale della Pietà, luogo in cui Antonio Vivaldi per tutta la sua vita suonò, insegnò e diede la luce a tutte le opere.
Recentemente “ARTE CONCERT KLASSIK” ha registrato live un concerto de I VIRTUOSI ITALIANI, con solista Wayne Marshall dal Teatro Olimpico di Vicenza per i 1600 dalla fondazione di Venezia.
Numerose sono poi le tournée all’estero, con concerti nelle più importanti sale del mondo. L’attività discografica è ricchissima, con più di 100 cd registrati per le maggiori case discografiche ed oltre 500.000 dischi venduti in tutto il mondo.
Nel dicembre 2021 è stato assegnato il DIAPASON D’OR DE L’ANNEE 2021 a I VIRTUOSI ITALIANI, diretti da Corrado Rovaris con i tenori Lawrence Brownlee e Michael Spyres, per il CD WARNER CLASSICS - ERATO, interamente dedicato a Rossini intitolato “AMICI & RIVALI”.
La loro attenzione e ricerca verso esecuzioni storicamente informate, li ha condotti a esibirsi nel repertorio barocco e classico anche su strumenti originali.  Proprio in quest’ambito sono usciti i DVD per UNITEL CLASSICA delle opere di G.B.Pergolesi e di G. B. Spontini  dirette da Corrado Rovaris.
Nel segno della versatilità e dell’attenzione riservata ad una scelta di repertorio mirato al coinvolgimento di un pubblico sempre più vasto con una particolare attenzione ai giovani, significativo è, inoltre, l’interesse da sempre dimostrato per il repertorio di confine. Da qui la nascita di collaborazioni e progetti con artisti come Franco Battiato, Goran Bregovic, Uri Caine, Chick Corea, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi, Michael Nyman, Cesare Picco, Enrico Rava, Antonella Ruggiero, Gianluigi Trovesi, Richard Galliano e molti altri.

Info e Biglietteria

BIGLIETTERIA

dal 1 settembre 2022
Piazzetta Ottolini n. 9
Ufficio de I Virtuosi Italiani

Solo su prenotazione:
+39 045 8006411 – +39 392 7178741

[email protected] 

presso il Teatro Ristori o San Pietro in Monastero
dalle 18.00 nei giorni dei concerti serali
dalle 15.30 nei giorni dei concerti pomeridiani

BIGLIETTO SINGOLO CONCERTI S. PIETRO IN MONASTERO

Intero  20 €                   Ridotto  15 €               Under 30  10 €

L’organizzazione e la vendita dei biglietti è gestita direttamente da I Virtuosi Italiani Impresa Sociale S.r.l.

venerdì, 16 Settembre 2022 H 20:00venerdì, 16 Settembre 2022 H 20:00venerdì, 16 Settembre 2022 H 20:00

Prossimi Eventi

Tutto
Danza
Per le Famiglie
Jazz
mercoledì
19
Ott 2022
H 20:00
Gianluca Petrella

Un artista jazz trasversale che porta sul palcoscenico del Teatro Ristori il suo album "Cosmic Renaissance".

giovedì
27
Ott 2022
H 20:00
Il canto della terra (Das Lied von der Erde)

Una nuova produzione Teatro Ristori e Mvula Sungani Physical Dance con musica dal vivo dell'Eensemble Windkraft con il mezzo soprano Anna María Chiuri, il tenore John Jurgens diretti da Kasper De Roo.

venerdì
28
Ott 2022
H 20:00
Steve Turre & Marco Marzola “Trio”

Steve Turre, uno dei più importanti innovatori del jazz al mondo, sul palcoscenico del Teatro Ristori insieme al Marco Marzola “Trio”.

giovedì
10
Nov 2022
H 20:00
Joe Lovano, Marcin Wasilewski trio

Una delle formazioni più acclamate e uno dei più grandi musicisti nella storia del jazz insieme sul palcoscenico del Teatro Ristori.

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