I Lunedì Cameristici, Quartetto Indaco, L’INIZIO E LA FINE DEL VIAGGIO

I Lunedì Cameristici, Quartetto Indaco, L’INIZIO E LA FINE DEL VIAGGIO

Lunedì, 26 Aprile 2027

Ore 20:30

I Virtuosi Italiani tornano con la XXVIII Stagione Concertistica 2026/2027 e il ciclo “I Lunedì Cameristici”, dedicato alla musica da camera e ai suoi interpreti.

Spazio di San Pietro in Monastero

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L. v. Beethoven
Quartetto n.16 in fa maggiore op 135
Quartetto n.7 in fa maggiore op. 59 n.1 “Razumovsky”

Il Quartetto Indaco, vincitore nel 2023 del prestigioso Premio Paolo Borciani, affronta qui un programma che è un vero pilastro della letteratura per archi: il confronto tra due capolavori in Fa maggiore che rappresentano due volti opposti del genio beethoveniano.

“Beethoven: L’Inizio e la Fine del Viaggio” perché il programma accosta il primo dei quartetti della maturità (l’op. 59 n. 1, che apre la stagione eroica dei “Razumovsky”) e l’ultimo quartetto in assoluto scritto da Beethoven (l’op. 135). È una parabola perfetta.

L’Interprete: Il Quartetto Indaco è noto per una ricerca timbrica molto particolare.

Quartetto Indaco

Il Quartetto Indaco è nato per essere la massima espressione di quattro visioni che affondano le loro radici lontano nel passato e nelle passioni di ognuno dei suoi membri.

L’amore per la ricerca, per la pluralità dei generi e per le mille declinazioni delle voci di oggi, di ieri e del futuro sono il motore costante che l’Indaco porta sempre sui tanti palchi calcati con sincerità, freschezza e dedizione. La formazione del quartetto viene vissuta dai suoi componenti come un laboratorio artistico e sociale, un circolo che include nel suo viaggiare tutti coloro che lo hanno accompagnato.

Costituito da Eleonora Matsuno e Ida Di Vita, violini, Jamiang Santi, viola, e Cosimo Carovani, violoncello, il 18 maggio 2023, dopo quattro round in cui si sono confrontati dieci quartetti provenienti da tutto il mondo, vince il Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka, in Giappone. Il Concorso, tra i più importanti del panorama internazionale e tra i pochi per quartetto riconosciuti dalla Federazione Mondiale dei Concorsi, ha assegnato all’Ensemble italiano il Primo Premio e altri due Premi Speciali.

Questa vittoria ha un portato storico: è la prima volta che un quartetto italiano vince il Primo Premio a uno dei grandi concorsi per quartetto d’archi, un segnale dell’altissimo livello ormai raggiunto dai musicisti italiani, ma anche dell’estro e della felice libertà creativa del Quartetto Indaco, che ha convinto la Giuria internazionale presieduta dal grande violoncellista giapponese Tsuyoshi Tsutsumi.

Ognuno dei componenti del quartetto ha una formazione trasversale, che va dall’insegnamento alla musica antica, fino a ruoli di leading in orchestra. Altra peculiarità è quella di avere un “compositore in residence”, che è lo stesso violoncellista del gruppo, che scrive attivamente per la sua formazione, componendo brani cuciti su misura, insieme a musiche e arrangiamenti originali per i molti progetti che il quartetto ama sempre sviluppare; primo fra tutti il progetto “Moto Contrario”, incentrato sulle disabilità psichiche, patrocinato dalla piattaforma europea MERITA e in collaborazione con la visual artist Letizia Castellano, che sviluppa un percorso narrativo tra la storia di Robert Schumann e quella della violinista anglo-coreana Sarah Kim-Cross, la quale si è proposta, con le sue parole, di portare all’attenzione dell’umanità il suo percorso doloroso attraverso la malattia e tutte le sue implicazioni.

Una delle grandi missioni del quartetto, oltre all’insegnamento nelle maggiori istituzioni statali, è quella di ricreare e riscoprire l’esperienza propria della musica da camera, portandola anche in luoghi inconsueti – come le carceri – e lavorare con le scuole e le imprese, usando il quartetto come metafora di ascolto, crescita, accettazione e condivisione aperta.

Il quartetto è anche il promotore del format Qu.B.E. (Quartet Based Ensemble), insieme all’Orchestra Milano Classica, della quale è quartetto in residence dal 2017, che unisce la profonda conoscenza dell’orchestra da camera a quella del quartetto, lavorando su progetti di adattamento e approfondimento del repertorio per orchestra d’archi.

Il quartetto vanta collaborazioni con artisti internazionali quali Alexander Lonquich, Alessandro Taverna, Giovanni Bietti, David Krakauer, Mao Fujita, Avi Avital, Julian Bliss, Uri Caine e Claudia Barainsky.

Nato nella culla italiana del quartetto della Scuola di Musica di Fiesole grazie all’impulso di Piero Farulli, accanto al percorso accademico con il loro mentore Oliver Wille (Kuss Quartet), il quartetto si è formato con grandi personalità della scuola quartettistica come Günter Pichler (Primarius Alban Berg Quartet), Reiner Schmidt (Hagen Quartet) e il grande vate tedesco del quartetto Eberhard Feltz.

Recentemente si è esibito presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e a settembre debutterà alla Wigmore Hall di Londra.

Eleonora Matsuno suona il violino del 1869 di J. B. Vuillaume appartenuto a Paolo Borciani, il leggendario primo violino del Quartetto Italiano, grazie a un prestito privato.

Ida Di Vita suona un violino del 1832.

Jamiang Santi suona una viola a lui dedicata dal liutaio polacco Adam Stalmach nel 2019. Cosimo Carovani suona un violoncello Charles Claudot del 1840.

Il Quartetto Indaco è un artista Pirastro.

BIGLIETTERIA I VIRTUOSI ITALIANI

Verona, Piazzetta Ottolini n. 9
Lunedì, Martedì e Mercoledì
dalle 15.30 alle 18.00

Giovedì
dalle 10.30 alle 13.00

oppure su prenotazione:
Mobile, WhatsApp, Telegram
+39 392 7178741  / +39 045 8006411
[email protected] 

presso il Teatro Ristori o San Pietro in Monastero
a partire da un’ora prima del concerto

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37122 Verona (VR)
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dalle 17.00 alle 19.30

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