NERI MARCORÈ – Gaber. Mi fa male il mondo
Mercoledì, 4 Novembre 2026
Ore 20:30
Teatro Ristori
Durata - 80 minuti
Indicato per chiunque
499
Info evento
Crediti artistici
Con Neri Marcorè
Da Giorgio Gaber e Sandro Luporini
Drammaturgia e regia: Giorgio Gallione
Arrangiamenti e direzione musicale: Paolo Silvestri
Lighting designer: Marco Filibeck
Scene e costumi: Guido Fiorato
Pianisti (in ordine alfabetico):
Eugenia Canale
Lorenzo Fiorentini
Eleonora Lana
Francesco Negri
Produzione: Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Teatro della Toscana
In collaborazione con: Fondazione Giorgio Gaber e Centro Servizi Culturali Santa Chiara
Lo spettacolo
Un viaggio nell’universo artistico e intellettuale di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, attraverso parole e musiche che continuano a interrogare il nostro tempo.
Con Gaber. Mi fa male il mondo, Neri Marcorè torna a confrontarsi con una delle esperienze più originali del teatro italiano del Novecento: il teatro-canzone, linguaggio nel quale musica, recitazione, ironia e riflessione civile diventano parti inseparabili di un unico racconto.
Scritto e diretto da Giorgio Gallione, lo spettacolo attraversa il repertorio di Gaber e Luporini, restituendo la forza di un pensiero capace di mettere in discussione convenzioni, appartenenze e certezze.
Libertà, partecipazione, responsabilità individuale e collettiva, contraddizioni della società e ricerca di autenticità emergono da un percorso che alterna canzoni e monologhi, leggerezza e profondità, comicità e provocazione.
L’intento non è quello di riprodurre fedelmente un modello artistico irripetibile, ma di rileggerne il patrimonio culturale attraverso una sensibilità contemporanea.
A rendere particolarmente originale questa interpretazione è la presenza di quattro pianoforti, protagonisti degli arrangiamenti di Paolo Silvestri. Una scelta musicale che amplia le possibilità espressive del repertorio, trasformando le composizioni in un tessuto sonoro di grande ricchezza.
Dentro il mondo di Gaber e Luporini
Lo spettacolo nasce dal desiderio di esplorare il laboratorio creativo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, riscoprendone le fonti di ispirazione e il metodo di lavoro.
Accanto alle registrazioni originali, trovano spazio i riferimenti letterari e filosofici che hanno alimentato la loro scrittura: da Céline ad Adorno, da Musil a Calvino, Rodari e Pasolini.
La selezione comprende, tra gli altri, brani come La nave, L’odore, La peste, Non è più il momento e Io se fossi Dio, esempi di una produzione capace di alternare ironia, critica sociale e una lucida osservazione delle contraddizioni umane.
Marcorè e Gallione scelgono di attraversare questo repertorio senza nostalgia, riconoscendone piuttosto la capacità di parlare al presente.
La parola a Neri Marcorè
Il rapporto con Giorgio Gaber
La scoperta del teatro-canzone di Gaber ha rappresentato per Neri Marcorè un momento fondamentale della propria formazione artistica.
Dopo una prima conoscenza legata soprattutto alle canzoni più popolari, l’attore ha approfondito il repertorio teatrale, avvicinandosi progressivamente a un linguaggio capace di unire comicità, musica e impegno civile.
Il valore dell’ironia
Uno degli aspetti che Marcorè riconosce come centrali nell’opera di Gaber e Luporini è la capacità di osservare criticamente la società senza sottrarsi all’autocritica.
L’ironia diventa così uno strumento di conoscenza, capace di mettere in discussione le convinzioni dello spettatore e di aprire nuove possibilità di riflessione.
La dimensione musicale
La scelta dei quattro pianoforti nasce dal desiderio di offrire una nuova prospettiva sonora alle composizioni di Gaber.
Gli arrangiamenti di Paolo Silvestri valorizzano la dimensione concertistica dei brani, accompagnando l’interpretazione di Marcorè senza ricercare l’imitazione dell’originale.
Giorgio Gaber e il teatro-canzone
Giorgio Gaber, nato a Milano nel 1939 e scomparso nel 2003, è stato uno dei protagonisti più originali della musica e del teatro italiano.
Dopo gli esordi come cantante e la popolarità televisiva, ha progressivamente orientato la propria ricerca verso una forma espressiva nuova, sviluppata insieme a Sandro Luporini.
Nasce così il teatro-canzone, nel quale monologhi e composizioni musicali si alternano per costruire una riflessione sulla società, sulla politica e sulla condizione umana.
Il loro lavoro ha attraversato oltre trent’anni di storia italiana, conservando una straordinaria capacità di provocare domande e stimolare il pensiero critico.
Un’eredità ancora attuale
La forza dell’opera di Gaber e Luporini risiede nella capacità di affrontare i grandi temi collettivi partendo dalle contraddizioni individuali.
Le loro parole non offrono risposte rassicuranti, ma invitano a riconoscere la complessità della realtà, a superare le semplificazioni e a interrogarsi sul proprio ruolo nella società.
È proprio questa tensione tra individuo e collettività, tra libertà e responsabilità, a rendere il loro teatro ancora profondamente contemporaneo.
Eventi
BIGLIETTI E ABBONAMENTI
BIGLIETTERIA DEL TEATRO
Via Teatro Ristori, 7
37122 Verona (VR)
Tel. +39 045 693 0001
[email protected]
Venerdì, sabato e domenica
13.30-21.30
VIVATICKET
I biglietti sono acquistabili anche online tramite il sito di Vivaticket.
Da lunedì a giovedì
13.30-19.30
Gli abbonamenti per Prosa, Serate d’Autore e Jazz sono disponibili sia online che presso la Biglietteria del Teatro Ristori (Via Teatro Ristori, 7).