Festival dell’Arte Contemporanea – Giornata 3

Festival dell’Arte Contemporanea – Giornata 3

Domenica, 03 Maggio 2026

Ore 17:00

Dal 1 al 3 maggio 2026, il Teatro Ristori di Verona si trasforma in un’arena d’eccezione per la cultura con la prima edizione del Festival dell’Arte Contemporanea. Tutti appuntamenti della seconda giornata sono tutti a ingresso libero e gratuito a esclusione dello spettacolo spettacolo di e con Carlo Vanoni “L’arte è una caramella”

Teatro Ristori

Durata - 5 h e mezza circa

Indicato per chiunque

Posti a sedere

Info evento

Dal 1 al 3 maggio 2026, il Teatro Ristori di Verona si trasforma in un’arena d’eccezione per la cultura con la prima edizione del Festival dell’Arte Contemporanea.

L’evento nasce con l’ambizione di essere, al contempo, un raffinato salotto per il collezionismo d’élite e un grande laboratorio culturale aperto alla città, capace di coniugare il rigore della critica d’arte con il fascino della divulgazione e dello spettacolo.

Attraverso tre giornate di talk, proiezioni e spettacoli, il Festival si propone di indagare i linguaggi del presente, ospitando artisti di fama internazionale, curatori e storici dell’arte.

Programma della terza giornata del Festival dell’Arte Contemporanea

Il pomeriggio si apre alle ore 17:00 con un filmato introduttivo, seguito dai saluti istituzionali. A condurre l’incontro è Matteo Scabeni.

Il programma prosegue con una serie di momenti di confronto dedicati all’arte contemporanea: dal dialogo “Giovane artista o arte giovane?”, con Marco Tonelli insieme a Matteo Basilè, Giovanni Morbin e Stefano Arienti, all’incontro sul collezionismo con Francesco Montresor, intervistato da Francesca Cavallin.

Spazio poi alla proiezione del filmato “La giostra di Nina” di Valerio Berruti, seguita dalla conversazione “Il senso della figura nell’arte contemporanea”, con Costantino D’Orazio insieme agli artisti Valerio Berruti, Chiara Calore e Marco Cingolani.

La prima parte della giornata si conclude con un momento di dialogo con il pubblico e firma autografi.

In serata, alle ore 21:00, il programma continua con “L’arte è una caramella”, spettacolo di e con Carlo Vanoni, che porta in scena un racconto coinvolgente e accessibile sull’arte contemporanea.
I biglietti per lo spettacolo sono disponibili qui

Alcuni dei protagonisti della terza giornata del Festival dell’Arte Contemporanea

Marco Tonelli

Nato a Roma nel 1971, critico e storico d’arte, dopo la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università La Sapienza di Roma (1996), ha conseguito il diploma di Specializzazione in Archeologia e Storia dell’arte (2000) e un Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte (2003) presso l’Università degli Studi di Siena.

È stato Assessore alla Cultura e al Turismo per il Comune di Mantova (2013-2014), Caporedattore della rivista Terzo Occhio (2008), Commissario inviti della XIV Quadriennale di Roma (2003-2005) e tra i curatori del 60 Premio Faenza presso il MIC (2018).

Ha curato cataloghi e mostre di arte moderna e contemporanea tra cui Mark di Suvero (2024), Giuseppe Penone (2021), Fabrizio Plessi (2012, 2013, 2015), Bill Viola (2013), Candida Höfer (2013), Hidetoshi Nagasawa (2017), Pino Pascali (2008), Leoncillo (2008, 2016), Bertozzi & Casoni (2014), Bruno Ceccobelli (2016, 2019), Giacinto Cerone (2017), Gianni Asdrubali (2018, 2020), Paolo Canevari (2020), Giorgio Griffa (2020), Ugo La Pietra (2023, 2020), Vittorio Messina (2021), Gehard Demetz (2017, 2019), Eduard Habicher (2018), Loris Cecchini (2019).

Dal 2015 al 2017 è stato Direttore artistico della Fondazione Museo Montelupo Fiorentino per cui ha ideato la rassegna Materia prima, ed ha curato per conto di Palazzo Ducale di Mantova il progetto Scultura in Piazza (Vortici di Hidetoshi Nagasawa 2016/2017, Guscio di Eduard Habicher 2018/2019, L’artista invisibile di Lucio e Peppe Perone 2019/2020).

Dal 2019 al 2023 è stato Direttore artistico di Palazzo Collicola e della Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente“ di Spoleto e tra 2020 e 2023 è stato Segretario/Tesoriere del “Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della nascita di Giovanni Carandente“, sulla cui figura, presso Palazzo Collicola, è stato tra i curatori della mostra “Archives and Documents“ e del convegno internazionale “Una vita per l’arte“.

Nel 2021 ha curato Spotlight Italia presso la Saatchi Gallery di Londra.

Attualmente è docente di ruolo in Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, Curatore scientifico della Fondazione Progetti Beverly Pepper di Todi, Segretario dell’edizione nazionale di Cesare Brandi e Membro del Comitato Scientifico della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare.

Matteo Basilè

Matteo Basilé (Roma, 1974) è un artista visivo tra i più riconoscibili della sua generazione, tra i primi in Europa a unire arte e tecnologia in un linguaggio espressivo originale. Vive e lavora a Roma.

A partire dalla metà degli anni Novanta sviluppa una ricerca centrata sull’identità, sull’immagine e sulla condizione umana, costruendo universi visivi sospesi tra reale e surreale, tradizione e innovazione.

La sua pratica artistica si articola in cicli e progetti che dialogano con epoche e culture diverse, dando vita a una narrazione per immagini in cui fotografia, tecnologia e riferimenti alla storia dell’arte si fondono in un linguaggio contemporaneo e fortemente evocativo.

Courtesy Stefano Arienti

Giovanni Morbin

Nasce a Valdagno (VI) nel 1956. Vive e lavora a Cornedo Vicentino. Nel 1982 si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia dopo aver seguito il corso di pittura nel laboratorio di Emilio Vedova. Insegnante di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico “U. Boccioni” di Valdagno (VI). Dal 1978 la sua ricerca è legata ai comportamenti e la performance è il mezzo ideale per esprimere le sue idee.

Parallelamente al lavoro comportamentale s’interessa alla costruzione di oggetti funzionali all’azione quotidiana e conferisce loro il valore di strumenti (Strumento a perdifiato, Scultura sociale, DNA, L’angolo del saluto, Prêt-a-porter, Fioriera, ecc.). Nel 1993 ad Ottomat presenta Forme di comportamento. E’ coautore e firmatario della dichiarazione poetica ETICA ESPRESSIVA UNIVERSALE (EEU), pubblicata sul “Corriere della Sera” l’8 maggio 1994 e nello stesso anno inventa lo Strumento a Perdifiato, attrezzo per comunicare a se stessi. Nel novembre del 1995 fonda SUPERFICIE TOTALE, contenitore del suo agire.

A partire da quel momento le sue performances sono denominate Ibridazioni. Si tratta di azioni ibride caratterizzate di volta in volta dalla compagnia animale, vegetale, minerale, artificiale. Dal 2002 è attivo come ritrattista e nella progettazione d’interni nell’ambito del progetto Non sto più nella pelle. Si tratta di ritratti su commissione eseguiti col sangue del committente stesso. Giovanni Morbin corso degli ultimi anni ha condotto una ricerca sulla natura di forma e immagine concretizzata da atomizzazioni di oggetti comuni come ideale riordino artistico del mondo.

Courtesy of Artericambi Gallery

Stefano Arienti

Stefano Arienti (Asola, 1961) è un artista contemporaneo italiano tra i protagonisti della ricerca visiva dagli anni Ottanta a oggi. Dopo la laurea in Scienze Agrarie a Milano, si avvicina all’arte frequentando l’ambiente sperimentale legato a Corrado Levi, avviando un percorso indipendente e originale.

La sua pratica si basa sulla trasformazione di immagini e materiali di uso quotidiano — come libri, carta, fotografie e oggetti comuni — attraverso interventi minimi e ripetitivi che ne modificano profondamente la percezione.

Le sue opere, presentate in importanti musei e rassegne internazionali, si collocano nel dialogo tra arte concettuale e tradizione visiva, sviluppando una riflessione continua sullo sguardo, sulla memoria e sui processi di trasformazione dell’immagine.

Courtesy Stefano Arienti

Valerio Berruti

Valerio Berruti (Alba, 1977) è un artista contemporaneo italiano che vive e lavora in Piemonte. Laureato al DAMS di Torino, ha sviluppato una ricerca personale che attraversa pittura, scultura e videoanimazione, utilizzando tecniche come l’affresco su juta e materiali come cemento e acciaio.

Al centro della sua poetica c’è il tema dell’infanzia, rappresentata attraverso figure essenziali e sospese, prive di riferimenti specifici, in cui lo spettatore può riconoscere sé stesso e la propria memoria.

Nel 2009 è stato il più giovane artista invitato alla Biennale di Venezia, consolidando una presenza internazionale caratterizzata da un linguaggio semplice, universale e fortemente evocativo.

Ph Credits to Letizia Cigliutti
(ig: @letiziacigliutti)

Costantino D’Orazio

Nasce a Roma nel 1974 è uno storico dell’arte e saggista italiano. Ha frequentato la Facoltà di Lettere presso l’Università “La Sapienza”, dove si è laureato in Storia dell’Arte Contemporanea.

Nel 1998, con Ludovico Pratesi, fonda l’Associazione culturale Futuro, con la quale organizza mostre ed iniziative di arte contemporanea a Roma, in Italia e all’Estero, dedicandosi soprattutto alla produzione di interventi urbani, sia nelle periferie delle città che nei centri storici. In occasione delle iniziative organizzate alla fine degli anni Novanta alla Garbatella, al Tufello, all’Ostiense, all’EUR e a Spinaceto, cura delle pubblicazioni per la casa editrice Palombi Editori. 

Dai primi anni duemila è curatore di installazioni in aree pubbliche e di esposizioni artistiche, fra le quali si ricordano: Mario Merz. Un segno nel Foro di Cesare (Roma, 2003); Mimmo Paladino a Villa Pisani (Villa Pisani, Stra, 2008); Intorno a Borromini (Roma, 2009); Speranze & Dubbi. Arte giovane tra Italia e Libano (The Dome, Beirut, 2008 e Fondazione Merz, Torino, 2009); I Classici del Contemporaneo (Villa Pisani, Stra, 2009); Oliviero Rainaldi – Tutto Scorre (Villa Pisani, Stra, 2011).

Dal 2015 al 2018 è curatore residente presso il Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO), dove cura, tra gli altri progetti: Marisa e Mario Merz – Sto in quella curva di quella montagna che vedo riflessa in questo lago di vetro. Al tavolo di Mario (MACRO, Roma, 2016); Appunti di una generazione. Serie di mostre personali dedicate ad artisti italiani emersi negli anni ’90: Giuseppe Pietroniro, Andrea Salvino, Federico Pietrella, Simone Berti, Matteo Basilé, Cuoghi e Corsello; Roma Pop City 60-67.

Nel 2020 e nel 2021 cura la mostra “Back to Nature. Arte Contemporanea a Villa Borghese”, che presenta installazioni di artisti contemporanei nel parco di Villa Borghese: tra gli altri Mario Merz, Mimmo Paladino, Grazia Toderi, Edoardo Tresoldi e Nico Vascellari.

Dal 2021 collabora con il settimana Il Venerdì di Repubblica.
Nel 2022 è presidente della giuria del Premio Michetti.
Da gennaio 2024, ricopre la carica di direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, succedendo a Marco Pierini.

Oltre alla partecipazione al programma televisivo Geo & Geo (Rai 3), è presente dal 2010 in alcune trasmissioni di Radio 3 (Radio Tre Suite e Wikiradio). Nel 2014 è stato ospite fisso al programma radiofonico #staiserena di Serena Dandini (Radio 2). Nel 2017-2018 cura la rubrica “Italia Bel Paese” all’interno del programma Unomattina su Raiuno ed è attualmente ospite fisso di Unomattina in famiglia, prima ed oggi unito con altri ospiti nella rubrica “Da vedere, da ascoltare” e curatore di altre rubriche, dove precisamente ad esempio nel 2018 cura la rubrica “Il bello nel mistero”, dal 2020 al 2021 la rubrica “Le belle piazze” e dal 2024 la rubrica “Che bellezza!” Dal 2020 collabora con il programma Linea Verde su Raiuno. Dal 2014 cura e conduce la rubrica AR – Frammenti d’Arte su Rainews24. Dal 2015 al 2019 conduce il programma radiofonico Bella Davvero su Radio2.

Chiara Calore

Nasce ad Abano Terme nel 1994, vive e lavora a Venezia.

E’ una pittrice che si muove sui territori della contaminazione. Il suo è un linguaggio che nasce dal dialogo con il web, la fotografia, la fiaba, il mito. Ma i suoi riferimenti attingono soprattutto dalle lezioni della grande storia dell’arte e della rappresentazione visionaria del mondo naturale e animale. Il suo è uno sguardo conturbante, anche ammaliante, a tratti denso di inquietudine, ma sempre aderente al presente

Tra le sue personali Io è un’altra (con Greta Ferretti), D3082, Venezia; Locus Amoenus e Genesi presso Villa Draghi a Montegrotto Terme, Speculum Mundi alla Galleria Davide Gallo a Milano. Tra le collettive Danae Revisited, Fondazione Fabbri, Pieve di Soligo; Milano Vetro al Castello Sforzesco a Milano; Opera viva alla Fondazione Bevilacqua La Masa Venezia; High Density ai Magazzini del Sale a Venezia: il Premio Mestre di Pittura al Centro Culturale Candiani a Mestre; Laboratorio aperto a Forte Marghera, Venezia Mestre; Biennale Giovani Trento, Gallerie di Piedicastello, Fondazione Museo Storico del Trentino, Trento.

Nel 2021 ha esposto in una bi-personale (con Giuseppe Gonella) presso la sede di Pietrasanta della galleria Bonelli e nel 2022 la sua prima personale nella sede di Milano.

Marco Cingolani

Marco Cingolani (Como, 1961) è un pittore tra i protagonisti della scena artistica italiana contemporanea. Trasferitosi giovanissimo a Milano, entra in contatto con l’ambiente creativo underground degli anni Ottanta, dove arte, musica e cultura visiva si intrecciano influenzando profondamente la sua ricerca.

La sua pratica pittorica si sviluppa attorno a una riflessione critica sulle immagini e sul loro ruolo nella società, spesso rielaborando eventi storici e mediatici attraverso un linguaggio personale e riconoscibile.

Nel corso della carriera ha esposto in importanti istituzioni italiane e internazionali, affermandosi come una delle voci più originali della pittura contemporanea.

I biglietti per lo spettacolo di e con Carlo Vanoni L’arte è una caramellasono disponibili qui 

Gli altri appuntamenti della giornata sono a ingresso libero e gratuito.

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