Festival dell’Arte Contemporanea – Giornata 2

Festival dell’Arte Contemporanea – Giornata 2

Sabato, 02 Maggio 2026

Ore 17:00

Dal 1 al 3 maggio 2026, il Teatro Ristori di Verona si trasforma in un’arena d’eccezione per la cultura con la prima edizione del Festival dell’Arte Contemporanea. Tutti appuntamenti della seconda giornata sono tutti a ingresso libero e gratuito a esclusione del concerto “Emozioni garantite” con Maurizio Vandelli

Teatro Ristori

Durata - 6 h circa

Indicato per chiunque

Posti a sedere

Info evento

Dal 1 al 3 maggio 2026, il Teatro Ristori di Verona si trasforma in un’arena d’eccezione per la cultura con la prima edizione del Festival dell’Arte Contemporanea.

L’evento nasce con l’ambizione di essere, al contempo, un raffinato salotto per il collezionismo d’élite e un grande laboratorio culturale aperto alla città, capace di coniugare il rigore della critica d’arte con il fascino della divulgazione e dello spettacolo.

Attraverso tre giornate di talk, proiezioni e spettacoli, il Festival si propone di indagare i linguaggi del presente, ospitando artisti di fama internazionale, curatori e storici dell’arte.

Programma della seconda giornata del Festival dell’Arte Contemporanea

Il programma si apre alle ore 17:00 con un filmato introduttivo, seguito dai saluti istituzionali. A condurre l’incontro è Camilla Temporin.

Nel corso del pomeriggio si susseguono momenti di approfondimento e confronto dedicati all’arte contemporanea: dalla proiezione di un’intervista a Claudio Olivieri, alla conversazione sul tema “Il valore del gruppo nell’arte” con Ilaria Bignotti, insieme agli artisti del gruppo Astrazione Oggettiva.

Spazio poi alla presentazione del libro “Banana e altri equivoci” con Francesca Cavallin e Carlo Vanoni, seguita da un incontro con alcuni protagonisti della Pittura analiticaClaudio Verna, Gianfranco Zappettini, Riccardo Guarneri ed Enzo Cacciola — in dialogo con la curatrice Laura Lamonea.

La prima parte della giornata si conclude con un momento di dialogo con il pubblico e firma autografi, seguito dalla proiezione del film “La Luce di Pino Pinelli”.

In serata, il programma prosegue con un’intervista di Franco Guerzoni a Maurizio Vandelli, storico frontman dell’Equipe 84, cui segue il concerto “Emozioni garantite” con Vandelli e il suo gruppo.
I biglietti per il concerto sono disponibili qui 

Alcuni dei protagonisti della seconda giornata del Festival dell’Arte Contemporanea

Ilaria Bignotti

Nata a Brescia 1979, è Dottore di ricerca in storia dell’arte contemporanea, storico dell’arte contemporanea, critico e curatore indipendente. 

Nel 2003 si laurea in Conservazione dei Beni Culturali e dello Spettacolo, Università di Parma. Nel 2011 vince il “Bando Ivano Becchi-Progetto Professionalità” grazie al quale è accolta quale ricercatore e studiosa sugli archivi di arte italiana degli anni ’60 e ’70 e di Nuove tendenze alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (settembre-novembre 2011) e al Museo d’arte contemporanea di Zagabria (novembre 2011-febbraio 2012).

Nel 2013 consegue il titolo di Dottore di ricerca in “Teorie e Storia delle Arti”, Università IUAV-Venezia, con una tesi dal titolo Paolo Scheggi e il suo itinerario nelle forme. 

Dal 2009 è Professore a contratto all’Accademia di Belle Arti “SantaGiulia” di Brescia dove insegna “Ultime Tendenze delle Arti Visive”, “Linguaggi dell’Arte Contemporanea”, “Sistema Arte”, settore Fenomenologia Arti Contemporanee e dal 2014 è Coordinatore di ambito disciplinare per le Scuole di Pittura e Scultura.

Dal 2016 è Responsabile Special Projects all’Archivio Antonio Scaccabarozzi, Milano.
Dal 2015 è Direttore scientifico dell’archivio dell’artista contemporanea Francesca Pasquali, Francesca Pasquali Archive, Bologna.
Dal 2013 è Coordinatore scientifico dell’archivio dell’artista Paolo Scheggi presso l’Associazione Paolo Scheggi, Milano.
Dal 2012 è nel Comitato scientifico del “MoRE Museum-museum for refused and unrealised art projects”, museo online volto alla individuazione, alla raccolta, alla catalogazione e alla digitalizzazione di progetti artistici rifiutati o non realizzati del XX e XXI secolo.
Dal 2008 è curatore e tutor del Premio di Arti Visive San Fedele a Milano. 

È curatore e critico indipendente e ha lavorato con Musei, Istituzioni e Fondazioni, tra i quali, in ordine cronologico: Museum of Contemporary Art, Zagreb (dal 2011-in corso); Museum of Contemporary Art, London (2016); Centro Internazionale d’arte e di cultura di Palazzo Te, Mantova (2015); Guggenheim Collection, Venezia (2013); Centro per l’arte contemporanea “Luigi Pecci”, Prato (2013); Fondazione “Bevilacqua La Masa”, Venezia (2011-2014); Museo RISO, Palermo (2014); Fondazione “Orestiadi”, Gibellina (2013, 2014); MAR-Museo d’Arte della Città di Ravenna (2013-2014); Art Museum, Cluj Napoca (2014); Museo d’Arte della Città “Santa Giulia”, Brescia (2009); Istituto Italiano di Cultura, Amburgo (2009); Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Palazzo Forti”, Verona (2003-2006).

Ha scritto decine di saggi, monografie e cataloghi di mostre coerenti con le aree di ricerca che si concentrano sull’arte europea del secondo dopoguerra, con particolare attenzione alle indagini spazialiste e post-spazialiste, oggettuali, programmate e cinetiche; al rapporto tra ricerche artistiche, società e politica, indagando in questa direzione le relazioni tra arte, ambiente, azione pubblica e spazio urbano, tra progetto, utopia e processualità artistica; alla resilienza della scultura e delle installazioni contemporanee; un altro campo di indagine sviluppato dal 2007 a oggi concerne le geografie artistiche e culturali, con peculiare attenzione al dialogo tra l’Europa occidentale e i Paesi Balcanici nel secondo dopoguerra e alla definizione degli scambi e dei linguaggi artistici nel movimento di New Tendencies (1961-1978) tra i centri di produzione artistica italiani e nord-europei e i centri della ex Jugoslavia degli anni ’60 e ’70.

Gianni Pellegrini

Nasce a Riva del Garda (TN) nel 1953, dove vive e lavora. Studia al DAMS di Bologna. Inizia a lavorare nei primi anni Settanta accanto al pittore trentino Aldo Schmid che lo rende partecipe del gruppo “Astrazione oggettiva” fondato nel 1976. A tale periodo risalgono le prove astratto-analitiche giocate sull’interferenza tra linee e superficie. Dopo le “Vedute” e “Paesaggi” nella prima metà degli anni Ottanta, a “Graffiature” e “Tracce” che risalgono alla seconda metà di quel decennio, con gli anni Novanta Pellegrini avvia un sostanziale recupero della sua relazione con il colore, inteso non più come oggetto di riflessione e contemplazione, bensì come elemento in grado di catalizzare a sé la materia. Nascono la serie degli “Adombrati” e poi delle “Cadute” e dei “Profili”. Con questi cicli Pellegrini orienta tutta la sua ricerca nel verificare e nell’approfondire gli elementi costitutivi del colore. Recentemente, dopo aver sondato la dimensione allusiva dell’ombra e attraversato le profilature opache dei grigi antracite, dei neri, dei bruni terrosi l’artista evoca con gli “Specchi” una dimensione più ampia e rarefatta del colore. Il suo lavoro rigoroso degli anni Settanta viene documentato con un cospicuo numero di opere presso la Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra nel 2016 e al Museum Haus Ludwig di Saarlouis (Germania) nel 2015. Del suo lavoro si sono interessati, tra gli altri, Giovanni Maria Accame, Gabriella Belli, Giorgio Bonomi, Claudio Cerritelli, Diego Collovini, Fiorenzo Degasperi, Paolo Fossati, Walter Guadagnini, Claudio Olivieri, Gottardo Ortelli, Angela Madesani, Dino Marangon, Giovanna Nicoletti, Riccarda Turrina.

Mauro Cappelletti

Mauro Cappelletti (Trento, 1948) è un artista che avvia il proprio percorso negli anni Sessanta, passando inizialmente dalla figurazione per approdare progressivamente a un linguaggio astratto e aniconico.

Nel 1976 è tra i firmatari del manifesto di Astrazione Oggettiva, sviluppando una ricerca centrata sugli elementi fondamentali della pittura – superficie, segno e colore – e orientata verso una rigorosa indagine sulla forma e sullo spazio.

Nel corso degli anni la sua poetica si evolve verso esiti più lirici, mantenendo una forte attenzione alla dimensione cromatica e alla struttura dell’immagine, in un percorso coerente e riconoscibile all’interno dell’astrazione contemporanea.

Claudio Verna

Claudio Verna (Guardiagrele, 1937) è uno dei protagonisti della pittura astratta italiana del secondo Novecento. Dopo gli studi in Umbria e la laurea all’Università di Firenze con una tesi sulle arti figurative nella civiltà industriale, si trasferisce a Roma nel 1961, dove sviluppa la propria ricerca artistica.

Dopo una fase iniziale di sperimentazione lontano dalle esposizioni, torna a esporre nel 1967 con una pittura centrata sul valore autonomo del colore e della superficie, confermando una scelta radicale e coerente a favore della pittura come linguaggio essenziale.

La sua ricerca, rigorosa e riconoscibile, si colloca tra le esperienze più significative dell’astrazione italiana, con una costante attenzione alla relazione tra gesto, spazio e colore.

Gianfranco Zappettini

Gianfranco Zappettini (Genova, 1939) è uno dei protagonisti della pittura astratta italiana e tra i principali esponenti della Pittura analitica. Dopo la formazione all’Accademia di Belle Arti di Carrara, avvia negli anni Sessanta una ricerca orientata allo studio della superficie pittorica e dei suoi elementi costitutivi.

A partire dagli anni Settanta contribuisce allo sviluppo della Pittura analitica, indagando il rapporto tra gesto, materia e struttura attraverso opere essenziali e rigorose.

La sua pratica artistica, coerente e riconoscibile, si concentra sul processo stesso del fare pittorico, restituendo alla pittura una dimensione autonoma e riflessiva.

Riccardo Guarneri

Riccardo Guarneri (Firenze, 1933) è uno dei protagonisti della pittura astratta italiana del secondo Novecento. Avvia la sua ricerca negli anni Cinquanta, affiancando inizialmente l’attività pittorica a quella musicale, per poi dedicarsi interamente alla pittura.

Dopo una fase iniziale vicina all’informale, sviluppa un linguaggio personale incentrato sul rapporto tra segno, luce e colore, elementi che diventano il fulcro della sua indagine sulla percezione visiva e sullo spazio pittorico.

Cofondatore del gruppo Tempo 3, la sua opera si colloca nell’ambito della pittura aniconica e della Pittura analitica, distinguendosi per rigore e sensibilità luminosa, in un percorso coerente e riconoscibile a livello internazionale.

Enzo Cacciola

Enzo Cacciola (Arenzano, 1945) è uno dei principali esponenti della Pittura analitica italiana. Dopo l’esordio nei primi anni Settanta, sviluppa una ricerca centrata sul rapporto tra superficie, materia e processo pittorico, introducendo l’uso di materiali non tradizionali come cemento e composti industriali.

Nel corso della sua carriera ha partecipato a importanti rassegne internazionali, tra cui Documenta 6 a Kassel (1977), e ha progressivamente ampliato la propria indagine tra dimensione concettuale e riflessione sulla natura stessa della pittura.

La sua opera, rigorosa e sperimentale, si distingue per l’attenzione alla materia e alla struttura dell’immagine, in un percorso coerente che lo colloca tra le figure più significative dell’astrazione italiana contemporanea.

Franco Guerzoni

Franco Guerzoni (Modena, 1948) è un artista tra i protagonisti della ricerca italiana contemporanea. A partire dagli anni Settanta sviluppa un’indagine originale sul rapporto tra immagine, memoria e stratificazione culturale, inizialmente attraverso la fotografia e pratiche sperimentali di matrice concettuale.

Nel corso degli anni Ottanta approda alla pittura, dando vita a opere incentrate sulla materia e sulla superficie, spesso caratterizzate da stratificazioni e suggestioni archeologiche.

La sua ricerca, coerente e riconoscibile, si sviluppa intorno ai temi del tempo, della rovina e della memoria, in una poetica che lui stesso definisce come una forma di “archeologia senza restauro”.

Ph Credits to Paolo Terzi

I biglietti per il concerto “Emozioni garantite” con Maurizio Vandelli e il suo gruppo sono disponibili qui 

Gli altri appuntamenti della giornata sono a ingresso libero e gratuito.

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