Dado Moroni Trio

Domenica, 21 Dicembre 2025

Ore 18:00

Dai palchi internazionali alla prima edizione del Ristori Jazz Club!

Teatro Ristori

Durata -

Indicato per chiunque

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Info evento

Dado Moroni, Piano

Edgardo Dado Moroni nasce a Genova il 20 ottobre 1962 e viene in contatto con la musica jazz molto presto, grazie alla collezione di dischi dei suoi genitori.
Inizia a suonare il pianoforte all’età di quattro anni per poi intraprendere la carriera di musicista a quattordici, suonando in tutta Italia a fianco di musicisti quali Franco Cerri, Luciano Milanese, Gianni Basso, Massimo Urbani , Franco Ambrosetti e Tullio De Piscopo.

Negli anni ’80  Dado si esibisce al Widder Bar di Zurigo con musicisti quali James Moody, Clark Terry, Johnny Griffin, Freddie Hubbard, Bud Shank, Ray Brown e Ron Carter tra gli altri.

Nel 1987 si trasferisce negli Usa ed entra a far parte della scena jazz di New York, come leader e come membro di diverse band. Nel 1994 Ray Brown invita Moroni a registrare con Oscar Peterson, Ahmad Jamal, Benny Green e Geoff Keezer “Some Of My Best Friends Are…The Piano Players”, e la sua interpretazione di “Giant Steps” di Coltrane ha conquistato la critica.

Nel 1995, Dado viene chiamato da Ray Brown per una tournée in Giappone insieme con il Modern Jazz Quartet e negli stessi anni inizia la sua collaborazione con Wynton Marsalis.

Nel 1999 Dado fece una serie di concerti con Ron Carter al basso e Billy Drummond alla batteria. Nello stesso anno il suo nome venne incluso nella Biographical Encyclopedia of Jazz, scritta da Leonard Feather e Ira Gitler.

Nel 2005 Dado tornò in Giappone come membro della nona edizione della produzione Giapponese dedicata ai pianisti più amati “100 Gold Fingers” , insieme con Cedar Walton, Kenny Barron, Junior Mance, Ray Bryant, Toshiko Akiyoshi, Cyrus Chestnut, Don Friedman, Benny Green and Eric Reed, il bassista Bob Cranshaw e il batterista Grady Tate.

Nel 2009 ha prodotto un cd piano solo, con l’etichetta discografica Abeat Record, dal titolo “SoloDado”, album che lo ha portato alla vittoria del Top Jazz Award come miglior pianista dell’anno.

Una delle principali caratteristiche di Dado Moroni è la spontaneità. Un incontro con lui è come fare un viaggio giocoso e partecipato nel tempo, dalle radici ai vari stili che si sono susseguiti nella storia del jazz fino alla musica colta contemporanea, attraverso il racconto in musica di aneddoti ascoltati direttamente dalla voce di musicisti quali Benny Waters (ex sassofonista della band di Jelly Roll Morton), Dizzy Gillespie, Henry Edison e Buddy Tate (dell’orchestra di Count Basie), Clark Terry e Jmmy Woode (membri della band di Duke Ellington), Joe Pass,  Barney Kessel,  fino ad arrivare ai contemporanei Joe Henderson, Tom Harrell, Bob Mintzer, Max Ionata, Wynton Marsalis, Aldo Zunino, Alvin Queen, Joe Locke, Ira Coleman, Peter Erskine, Rosario Bonaccorso, Eddie Gomez, Peter Washington, Lewis Nash, Jesse Davis, Perico Sambeat, Joe La Barbera, Peter Bernstein, Adam Nussbaum, Bert Joris, Roberto Gatto, Rob Bonisolo, Thomas Dobler, Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Rosario Giuliani, Marco Panascia, Riccardo Fioravanti, Stefano Bagnoli, Enzo Zirilli, Bebo Ferra, Emanuele Cisi, Giampaolo Casati, Furio Di Castri, Adrienne West, Eleonora Strino, Yanara Reyes Mac Donald, e molti altri…
Negli anni sono fioriti anche incontri con i suoi colleghi pianisti preferiti, quali Rita Marcotulli, Stefano Bollani, Danilo Rea, Dave Kikoski, Andrea Pozza, Kenny Barron, Eric Reed, Benny Green, Andrea Bacchetti, Danny Grissett, Enrico Pieranunzi, Francesca Tandoi, Julian Oliver Mazzariello, Mulgrew Miller
La sua versatilità e curiosità lo hanno portato a vari sconfinamenti in campo extra jazzistico con Ornella Vanoni, Simona Molinari, Malika Ayane, Maucha Adnet, Natu Camara, Lucio Dalla, Tiziano Ferro ed Eros Ramazzotti.
Da enfant prodige ad artista tutto campo, Dado sa coniugare una totale padronanza dei vari stilemi jazzistici ad una espressività di rara intensità in grado di emozionare sempre.

Dave Blenkhorn, Chitarra

La carriera di chitarrista di Dave Blenkhorn è iniziata dal 1995 al 2005 a Sydney, suonando con musicisti di spicco come James Morrison, Emma Pask e Bob Barnard. Si è trasferito in Europa, dove ora risiede nel sud della Francia, dove si esibisce e registra con musicisti provenienti da tutto il mondo, spaziando in una varietà di generi, dal jazz al blues e al soul. Nato e cresciuto a Tamworth, in Australia, ha iniziato a suonare la chitarra ispirato dai suoi fratelli maggiori e musicisti blues come Eric Clapton e BB King, e in seguito dai dischi jazz di Django Reinhardt, Wes Montgomery e Oscar Peterson. Si è esibito con molte delle star del jazz odierne, tra cui Cecile McLorin Salvant, Jon Faddis, Lee Konitz, Scott Hamilton, Toku e, più recentemente, come membro della band di Judith Owens, Jamison Ross, Paul Schaffer, Ali Jackson e Jason Marsalis. La sua ultima registrazione in quartetto del 2022 con Harry Allen, “My reverie”, ha superato i 4,5 milioni di streaming su Spotify, mentre il brano “The rose tattoo” è presente nella playlist Coffee Table Jazz.

Giuseppe Cucchiara, Ac.bass

Contrabbassista e compositore jazz, Giuseppe Cucchiara è nato e cresciuto in Italia ed è attualmente residente a New York City. Sin da giovanissimo è stato immerso in un ambiente ricco di vinili jazz e stimoli musicali di ogni tipo. Suo padre, contrabbassista classico, gli ha aperto la strada verso diversi strumenti durante l’infanzia, fino a quando, nel 2010, all’età di 16 anni, Giuseppe ha deciso di imbracciare il contrabbasso senza più lasciarlo.

Durante l’adolescenza, ha incontrato il rinomato batterista jazz italiano Stefano Bagnoli, con cui ha collaborato in tour come sideman del progetto “We Kids” Trio, registrando quattro album per importanti etichette jazz italiane, tra cui Ultrasound Records, Abeat Records e Jazzit Records.

Nel 2015 ha ottenuto una borsa di studio per merito presso la prestigiosa Berklee College of Music, trasferendosi così a Boston per approfondire le sue competenze e consolidare la sua presenza nella scena statunitense. Alla Berklee ha avuto l’onore di studiare con musicisti e mentori di altissimo livello come Hal Crook, Danilo Perez, George Garzone, Joe Lovano, Ben Street, John Patitucci e Terence Blanchard.

Nel 2017, Giuseppe è tornato in Italia per un tour come band leader dopo aver registrato il suo primo album, “Cookin’ Hot”, con la collaborazione del fidato Stefano Bagnoli alla batteria e del pianista di fama internazionale Dado Moroni. L’album gli è valso un posto nel celebre Dizionario del Jazz Italiano a cura di Feltrinelli. Nello stesso anno ha conseguito la laurea in Music Performance presso la Berklee, decidendo poi di trasferirsi a New York City per dare ulteriore slancio alla sua carriera musicale.

Appena arrivato nella Grande Mela, Giuseppe è stato invitato a esibirsi al Jazz Gallery per festeggiare il 75º compleanno della leggenda del pianoforte jazz Kenny Barron. Tuttavia, la svolta decisiva nella sua crescita artistica è stata l’inizio di un rapporto stretto con Ron Carter – musicista di fama mondiale, vincitore di diversi Grammy Awards e contrabbassista più registrato nella storia del jazz – che lo ha seguito e guidato da vicino per oltre quattro anni.

Da allora, Giuseppe ha condiviso il palco con artisti del calibro di Rodney Green, Johnny O’Neal, Luis Perdomo, Kevin Hays, Jeb Patton, Harry Allen, Erena Terakubo, Bill Pierce, Adam Birnbaum, Ben Solomon, Daniele Germani, Eviatar Slivnik, Davis Whitfield, Michael Wang, Residente, Benito Gonzalez, Neal Smith, Darren Barrett, Dado Moroni, Leo Genovese, Saul Rubin, Anthony Pinciotti, Joe Farnsworth, Anthony Wonsey, Sarah McKenzie, Dan Wilson, Troy Roberts, Billy Mintz, Michael Kanan, Keith Brown, Steve Ash, Charles Gould, Kush Abadey e Adam Arruda.

Ha inoltre calcato i palchi di alcuni tra i più importanti club e festival jazz negli Stati Uniti, Europa e America Latina, tra cui: Dizzy’s Club, Smalls Jazz Club, Mezzrow Jazz Club, Fat Cat, Jazz Gallery e Django a New York City; Jazz Forum a Tarrytown (NY); Scullers Jazz Club e Wally’s a Boston (MA); Thelonius Monk Jazz Club a Buenos Aires; Umbria Jazz Festival in Italia; Nancy Jazz Pulsations in Francia, Filloa Jazz Club e Café Latino in Spagna, Euro Jazz Festival a Città del Messico.

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