“L’Amarone va a teatro”

“L’Amarone va a teatro”

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“L’Amarone va a teatro”

Il Teatro Ristori di Verona ospita le Famiglie dell’Amarone d’Arte Verona, 21 dicembre 2016 Ci sono produttori che fanno ascoltare la musica di Vivaldi e Mozart al vigneto, altri che diffondono melodie classiche durante l’invecchiamento del vino, quando si trova nelle botti e altri ancora che hanno scelto opera e operetta per accompagnare il mosto durante la fermentazione. Nell’Ottocento il melodramma fu il genere che più unì la musica al vino: Donizetti, nell’Elisir d’Amore racconta di Nemorino che si ubriacò di vino rosso ed esempi di brindisi come momenti di unione si ritrovano anche nella Traviata, nell’Otello di Verdi, ma anche in Mascagni che nella Cavalleria Rusticana fa cantare “Viva il vino spumeggiante”. Musica e vino sono un binomio che ha sempre funzionato. Per questo le Famiglie dell’Amarone d’Arte hanno deciso di portare l’Amarone, e i vini della Valpolicella, al Teatro Ristori di Verona conosciuto per il suo ricco cartellone musicale. «Vino, musica e teatro hanno tante affinità e sono strumenti per far crescere la curiosità, la voglia di conoscere e di sentire (e assaggiare)», afferma Sabrina Tedeschi, presidente delle Famiglie dell’Amarone d’Arte. «Hanno la cultura della cordialità e dell’amicizia, sono capaci di fortificare lo spirito ed entusiasmare. Ecco perché abbiamo abbinato musica e Amarone». « L’iniziativa è volta a raggiungere uno dei molteplici obiettivi che ci siamo prefissati: far diventare il Teatro Ristori un luogo di aggregazione e di condivisione, oltre che di arte e cultura. », ha spiegato Alberto Martini direttore artistico del Teatro « Il vino, inteso come alta forma d’arte e cultura, è parte integrante della nostra vita e della nostra tradizione. Abbiamo voluto essere promotori di questa iniziativa in sinergia con le Famiglie dell’Amarone d’Arte, proprio perché ci troviamo di fronte a un’eccellenza assoluta, che ben si coniuga con la nostra proposta artistica e con le peculiarità del Teatro».

Alle 19.15 nel foyer del Teatro, a turno, dieci tra i produttori delle Famiglie dell’Amarone d’Arte guideranno il pubblico in una degustazione di Amarone, Ripasso e Valpolicella, presentando la propria filosofia produttiva e le proprie aziende. Al termine, alle 20.15, gli artisti della serata brinderanno con il pubblico e il produttore. I tasting sono a ingresso libero e riservati a tutti coloro che saranno in possesso del biglietto d’ingresso ai dieci spettacoli abbinati, previa prenotazione obbligatoria della degustazione all’indirizzo mail del teatro (info@teatroristori.org).

Il calendario

13 gennaio: Masi Agricola e il terzo concerto Italian jazz style di Enrico Rava new4et.

20 gennaio: Zenato e la musica barocca di Bach suonata dai Virtuosi Italiani nei concerti per 2, 3 e 4 clavicembali.

21 febbraio: Speri e lo spettacolo di Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura.

15 marzo: Guerrieri Rizzardi e l’orchestra sinfonica Streicher Akademie Bozen e Frank Peter Zimmermann al violino e come direttore.

21 marzo: Tedeschi e il jazz di Quintorigo e Roberto Gatto.

30 marzo: Torre d’Orti e il Concerto italiano di musica barocca “Notte, storie di amanti e guerrieri” diretto da Rinaldo Alessandrini.

5 aprile: Venturini e le danze della Colecciòn Tango della Compagnia de Leonardo Cuello.

13 aprile: Tenuta Sant’Antonio e le danze della Rioult Dance di New York “Serata Bach”.

4 maggio: Tommasi e le musiche barocche di Vivaldi, Pergolesi e Handel cantate dal contralto Sara Mingardo.

17 maggio: Allegrini e l’orchestra Filarmonica di Novosibirsk con Vadim Repin al violino.

 

Le Famiglie dell’Amarone d’Arte.

Chi sono e cosa fanno Sono 13, sono tutte famiglie, fanno storicamente vino e hanno nel cuore l’Amarone, inteso come un nettare di qualità, raro, figlio di un sapere antico e, quindi, d'arte. Sono le Famiglie dell’Amarone d’Arte. Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre d’Orti, Venturini e Zenato, questi i nomi di chi ha scelto di entrare a far parte di un’associazione nata sette anni fa che esalta un vino fatto di passione, storia e sapienza. Le Famiglie dell’Amarone d’arte seguono un vero e proprio manifesto: non si potrebbe fare Amarone senza la cultura enologica che si tramanda di generazione in generazione; non si potrebbe fare Amarone senza le uve autoctone: Corvina, Corvinone, Rondinella, Oseleta e Molinara; non si potrebbe fare Amarone senza la Valpolicella. Le Famiglie dell’Amarone d’Arte hanno scelto di seguire, tramandare e valorizzare quest’antica tradizione dandosi un regolamento volontario per mantenere elevate le nobili caratteristiche del vino. E, per rendersi riconoscibili sui mercati di tutto il mondo, le bottiglie delle Famiglie dell’Amarone d’Arte sono contrassegnate da un ologramma esclusivo che garantisce autenticità e alta qualità.



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