COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA

COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA

[tab name=”Descrizione”]

 

La Compagnia ha vinto il Premio di Danza & Danza 2015 per la  coreografia La Nona, come Miglior Produzione Italiana; e  anche nel 2010, per il lavoro  A.semu tutti devoti tutti?

“Figura di riferimento nel panorama della danza contemporanea nazionale e internazionale”, così il Premio della Critica assegnato a Roberto Zappalà nel 2013. “Solida Compagnia, apprezzata in tutta Europa” (M.L. Buzzi, Danza & Danza, lug-ago 2015), e la sua “danza energica, forte, dinamica, densa” (S. Trombetta,L’Espresso, 28.5.2015).

 

nuova creazione

 

Compagnia Zappalà Danza

 

I AM BEAUTIFUL

 

4° tappa del progetto Transiti Humanitatis

un’idea di Nello Calabrò e Roberto Zappalà

 

coreografia e regia

Roberto Zappalà

 

musiche originali Puccio Castrogiovanni / eseguite dai Lautari

 

Interpretazione e collaborazione alla costruzione

Maud de la Purification, Filippo Domini, Sonia Mingo, Gaetano Montecasino, Adriano Popolo Rubbio, Fernando Roldan Ferrer, Claudia Rossi Valli, Ariane Roustan, Valeria Zampardi

 

Luci, scene e costumi  Roberto Zappalà

Assistente costumi e realizzazione Debora Privitera

Testi a cura di Nello Calabrò

Direttore tecnico Sammy Torrisi

Assistente alle coreografie Ilenia Romano

Produzione e management Maria Inguscio

 

una produzione

Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza – Centro di Produzione della Danza

 

il progetto Transiti Humanitatis è realizzato in collaborazione con

ImPulsTanz – Vienna International Dance Festival

Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara

Teatro Garibaldi /Union des Théatres de l’Europe (Palermo)

Teatro Massimo Bellini (Catania)

 

con il sostegno di

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali

e Regione Siciliana Ass.to del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo

 

La nuova creazione di Roberto Zappalà “I AM BEAUTIFUL”, al Ristori subito dopo la prima assoluta a Ferrara, è l‘ultima, ma non conclusiva tappa del progetto Transiti Humanitatis, avviato nel 2014 dal coreografo insieme alla sua Compagnia.
L’“umanità”, quella dell’umanesimo, degli “studia humanitatis” che nel quattrocento indicavano gli studi letterari volti a formare la persona, sono, ovviamente, nella “traduzione” di Roberto Zappalà, gli “studia” del corpo e del gesto trasfigurati in un universo coreografico che mette il corpo, la sua naturale bellezza quale elemento fondante e transito ineludibile; con la certezza che “occorre avere un corpo per trovare
un’anima” (1)
A partire dal corpo, tutto incomincia e tutto si consuma ed esaurisce; e la bellezza del corpo considerato come santuario laico dell’umanità è un “pensiero” da difendere e incoraggiare in una contemporaneità dove bellezza, corpi e laicità sono sempre più oltraggiati.
Il titolo dello spettacolo è suggerito dalla scultura di Rodin che a sua volta è ispirata al primo verso di una poesia di Baudelaire La Beauté: “Je suis belle, ô mortels! comme un rêve de pierre”. Il sogno di pietra si trasfigura nel movimento attraverso una lingua che ha la sua grammatica e la sua sintassi nei nervi e nelle giunture, nei fremiti e nei sussulti.
In questo spettacolo Zappalà abbandona quasi del tutto ogni finzione drammaturgica, ogni orpello scenico, per sviscerare ed esaltare fino in fondo il linguaggio della sua compagnia. Quella di “I AM BEAUTIFUL” diventa così una danza che assume come categoria fondamentale quella della visceralità; visceralità intesa e vissuta come nel mondo contadino, cioè come qualcosa di familiare e quotidiano,
naturale.
Le lingue in evidenza, i volti deformati, i corpi in disequilibrio o che sfidano la legge di gravità, all’interno di un disegno coreografico rigoroso e scenicamente scarnificato, sono alcuni “incidenti” che servono a fare arrivare la danza direttamente al sistema nervoso dello spettatore” (come, secondo John Berger, fa Bacon con la pittura) non al cervello, ma al sistema nervoso.
In “I AM BEAUTIFUL”, attraverso il corpi dei danzatori, è la danza stessa a parlare in prima persona, a
dichiararsi bella e mentre afferma se stessa si rende conto che la bellezza che vorrebbe raggiungere
non è mai una risposta o una soluzione ma sempre un interrogativo e una ricerca incessante.
È come se alla base di tutta la danza ci fosse un principio d’incertezza.
Incertezza che è anche quella della bellezza.
La contemporaneità del gesto coreografico che ne consegue consiste proprio nell’esaltare questa
incertezza, questo tendere verso, piuttosto che affermare.
In un viaggio di andata e ritorno dal palco agli spettatori e viceversa, i binari che portano a destinazione la danza dello spettacolo sono quelli della semplicità e del rigore, della visceralità e dell’incertezza. In “I AM BEAUTIFUL”, queste quattro categorie sono, nel loro insieme, un sinonimo di bellezza.

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fondata a Catania nel 1989 da Roberto Zappala’, e sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali

e dalla Regione Siciliana, la Compagnia Zappalà Danza è considerata oggi dalla critica europea una delle

più interessanti realtà della danza contemporanea italiana.

Le produzioni della compagnia hanno circuitato in tutta Europa e in Centro e Sud America, Medioriente,

Sudafrica, Corea, e sono state realizzate grazie al sostegno di importanti istituzioni.

L’ensemble siciliano si distingue per la disponibilità di un repertorio ampio e articolato, frutto del lavoro

sinergico e prolifico di Roberto Zappalà e del drammaturgo Nello Calabrò. Per le produzioni della

compagnia, Zappalà spesso elabora dei percorsi articolati con progetti ampi, alcuni di questi: “Corpi

incompiuti” (2002-2007), “Instruments” (2007-2009), “re-mapping sicily” (avviato nel 2007, è ancora parte del

lavoro del coreografo). Tra le creazioni di maggiore successo della compagnia, “Pasolini nell’era di Internet”

selezionato per BIG Torino 2000 e “A.semu tutti devoti tutti?” vincitore del premio Danza&Danza 2010

miglior produzione italiana e recentemente proposto al Théatre de la Ville di Parigi, prima compagnia italiana

di danza a calcare le scene del teatro parigino.

Dal 2002 la Compagnia Zappalà Danza è residente a Catania presso Scenario Pubblico international

choreographic centre Sicily, una struttura pensata per la danza contemporanea, che ha consentito alla

compagnia ed al coreografo di ampliare ed approfondire il lavoro di ricerca coreografica e di radicarsi sul

territorio con un’attività non solo di produzione ma anche di formazione tramite l’avviamento di MoDem /

codici gestuali compagnia zappalà danza, una struttura che promuove la diffusione del linguaggio della

compagnia.

Nel 2015 la Compagnia Zappalà Danza con Scenario Pubblico ha ottenuto dal Ministero per i Beni e le

Attività Culturali il riconoscimento di Centro Nazionale di Produzione della Danza, insieme ad

Aterballetto/Fondazione Nazionale della Danza (Reggio Emilia) e Virgilio Sieni/Cango (Firenze)

Nel triennio 2010 – 2012 la compagnia zappalà danza è stata anche in residenza presso il Teatro Stabile di

Catania.

 

Roberto Zappalà

Dopo aver danzato sino all’età di 30 anni coreografie di Kylian, Mats Ek, Birgit Cullberg, ecc. collaborando

con diverse compagnie, nel 1989 Roberto Zappalà fonda la Compagnia Zappalà Danza, con la quale

sviluppa un intenso lavoro di ricerca, maturando un proprio originale linguaggio coreografico. In 25 anni di

attività con la compagnia il coreografo realizza una quarantina di produzioni, prevalentemente a serata

intera, con il supporto di importanti istituzioni.

Zappalà ha inoltre realizzato creazioni per il Balletto di Toscana (Dioniso – 1998), la Scuola di Ballo del

Teatro alla Scala di Milano (TZ001 – 1998), la compagnia svedese Norrdans (I’m a good cook – 2004),

ArtEZ Arnhem – Paesi Bassi (zappalàloop 2008), la Fondazione olandese Theaterwerkplaats Generale Oost

(corpo cage – 2009), Goteborg Ballet/Opera di Goteborg – Svezia (sud-virus – 2011) e ha inoltre avuto modo di lasciare il suo chiaro segno creativo curando le coreografie di particolari edizioni dei famosi musicals

Jesus Christ Superstar e Evita, prodotti dal Teatro della Munizione e rivisti in una nuova lettura coreografica

e linea di movimento.

Diverse sono state le collaborazioni con registi d’opera, tra questi Daniele Abbado (“Mefistofele” e “Ascesa e

Caduta della Città di Mahagonny”), Federico Tiezzi (Madame Butterfly e Carmen), Francesco Torrigiani (Don

Giovanni) e con artisti del panorama internazionale quali Giovanni Sollima, Paolo Fresu, Fabio Vacchi,

Rosalba Bentivoglio, Nello Toscano, Puccio Castrogiovanni, Vincenzo Pirrotta, Alfio Antico, Piero

Sammataro, Gianluigi Trovesi e altri.

Negli ultimi anni il coreografo si è anche dedicato alla trasmissione del proprio linguaggio coreografico

attraverso numerosi seminari tenuti in tutta Europa e oltreoceano e ha tenuto laboratori sui linguaggi del

corpo per la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania; nell’ottobre 2009 gli è stato assegnato

dalla stessa Facoltà un corso sui nuovi linguaggi coreografici, primo corso specifico di danza inserito nel

programma dell’Università di Catania. Nel 2009 Zappalà ha avviato il progetto internazionale “MoDem a

domicilio – laboratori e creazioni su misura per giovani danzatori”, in collaborazione con strutture quali

l’Accademia Nazionale di Roma e l’ArtEZ di Arnhem in Olanda. Sulla scia dello stesso progetto Zappalà ha

prodotto alcuni testi sui processi e sulla metodologia del suo lavoro, dal titolo “corpo devoto” e “corpo etico” e “corpo istintivo”, edizioni Metaarte.

Roberto Zappalà è responsabile del recupero e ideazione nonché direttore artistico di Scenario Pubblico di

Catania, aperto nel 2002, residenza della Compagnia Zappalà Danza e raro esempio in Italia di centro

coreografico europeo.

Il coreografo ama spaziare anche in altri ambiti, insieme all’artista berlinese Christian Graupner e Humatic

Berlin ha realizzato l’installazione interattiva “Mindbox” presentata con successo in varie parti del mondo e vincitrice del secondo premio al Guthman Musical Instrument Competition (Atlanta/USA 2011). E’ inoltre

autore della la sua prima personale “division by zero” a cura della Fondazione Brodbeck di Catania,

presentata nel dicembre 2009.

Nel novembre 2013 il coreografo ha ricevuto il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro.

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