Ballet de l’Opéra National de Bordeaux

bordeaux

Ballet de l’Opéra National de Bordeaux

Terzo spettacolo di danza della Stagione, con  il  Ballet de l’Opéra National de Bordeaux, diretto dal 1996 da Charles Jude, étoile del Ballet de l’ Opéra di Parigi.

In programma tre coreografie decisive di uno fra i massimi creatori, George Balanchine: Apollo, Les Quatre Tempéraments, Stravinsky Violin Concerto.

“I danzatori sono meravigliosi, i solisti sono molto a loro agio”
(A.Bavelier, Le Figaro, 30.3.2009)

“Una compagnia  di alto livello”
(S.  Schoonejans, Balletto 2000,  2/2012).

Senza la coreografia  creata da Balanchine per Apollo  lo spirito apollineo non avrebbe avuto un’ideale sagoma estetica destinata a durare nel tempo. Proprio la danza atletica e sportiva del balletto stravinskiano fa di Apollo una divinità  del nostro tempo: un eroe aitante e giovane, un maestro di danza e di atletica che le muse assecondano con dolcezza e solennità, ma anche con incantevole joie de vivre.

Nei Quatre Tempéraments, partendo dal vocabolario accademico,  questa coreografia apre vie nuove al classicismo, integrandovi elementi della modern dance. Coreografia e musica  raggiungono così un equilibrio – ardito per l’epoca –  fra l’insegnamento classico e le tendenze estetiche moderne. Questa creazione, per l’essenzialità dei costumi e l’assenza di contenuto narrativo, per la ricchezza e la fluidità dei passi, esprime la quintessenza dell’arte di Balanchine.

Stravinsky Violin Concerto s’iscrive nella linea dei balletti “in bianco e nero”, che Balanchine voleva “semplici ed essenziali”, presentando sul palcoscenico vuoto i danzatori in tenuta da prova (un body nero o bianco per le donne, una t-shirt bianca e calzamaglia nera e scarpette bianche per gli uomini),  in distacco sul fondale chiaro: “ della danza, solo della danza, all’ascolto della musica”, diceva il coreografo.

Sodali per più di 45 anni dal 1924, all’epoca dei  Ballets Russes, fino alla morte  del compositore nel 1971), Balanchine e Stravinskij hanno formato un duo di potente creatività, lavorando  sull’evoluzione della forma e dando nascita a coreografie assolutamente moderne, divenute oggi dei classici del XX secolo.



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